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Transmeta collabora (anche) con Microsoft, mentre SuSE sbanca in Germania

27 Marzo 2001

Transmeta collabora (anche) con Microsoft, mentre SuSE sbanca in Germania

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Di nuovo alla ribalta il nome di Transmeta, che ha lanciato la propria versione di Linux, chiamata Midori - "verde" in giapponese - a significarne il basso consumo di energia associato con l'ormai noto chip Crusoe.

Stavolta la notizia riguarda la collaborazione con Microsoft per la realizzazione delle tavolette da web-surfing presentate da Gates allo scorso Comdex. Intanto, nel vecchio mondo prosegue il successo di SuSE nel mercato Linux considerato a ragione il più forte d’Europa, quello tedesco.

La Tablet PC offre una connessione wireless a Internet che rimane attiva pur se l’apparecchio viene spostato entro un certo raggio d’azione. Ciò insieme ad una miriade di funzioni sullo stile del vecchio Newton di Apple o dei vari computer palmari attualmente in circolazione. C’è da aggiungere che simili dispositivi per il web-surfing non hanno finora incontrato il favore del pubblico, soprattutto per via di monitor troppo ridotti e comandi difficili da attivare, in assenza dell’assai più familiare tastiera. Ma anche se Gateway ha rinviato la prevista uscita di una propria versione, Gates definisce Tablet PC uno dei progetti più interessanti mai lanciati da Microsoft. Non a caso per garantirsi il successo ha avviato partnership strategiche con Intel e, appunto, Transmeta per la costruzione di chip leggeri, ultraveloci ed economici. In particolare la società che dà lavoro a Linus Torvalds doterà i primi prototipi dell’apparecchio con i propri processori Crusoe TM5600 a 600MHz e con software ad hoc per gestione e risparmio dell’energia utilizzata.

Transmeta aiuterà inoltre Microsoft nella messa a punto del sistema operativo Windows XP in uso nelle Tablet PC. Come ha spiegato il CEO di Transmeta David Ditzel, “Abbiamo un’ottima relazione con Microsoft, e questo progetto comune ne è la conferma.” L’operazione prevede tra l’altro il coinvolgimento di altri grossi produttori informatici, tra cui Toshiba, Sony e Compaq, così da poter offrire agli utenti un ampio ventaglio di scelte e combinazioni. A scanso di equivoci, tuttavia, Transmeta rimane tra i più ferventi sostenitori di Linux. L’ennesima riprova arriva dal suo fattivo coinvolgimento nei nuovi modelli laptop “pesanti” Casio Fiva (16 kili per 1.500 dollari), i quali possono lanciare sia Linux che Windows, basta impostare adeguatamente una levetta esterna. Detto tra noi, Linux è assai più veloce nell’avviarsi: 30 secondi contro i 90 del rivale.

In ogni caso, l’avvio della collaborazione con Microsoft fa seguito ad ulteriori iniziative di tutto rispetto di Transmeta, rimbalzate dalle sale della recente kermesse hig-tech tedesca CeBit. Per l’occasione lo stesso Ditzel ha annunciato il lancio, previsto nel 2002, di due nuovi chip che toccheranno velocità pari almeno a 700MHz ricorrendo all’architettura a 256-bit. Entrambi riprenderanno le qualità dell’attuale Crusoe, che rimane però basato sui 128-bit. Si tratta di un’ulteriore grossa sfida al gigante Intel, costretto a rincorrere la start-up californiana e soprattutto le qualità di elasticità e risparmio offerte proprio dal Crusoe. Va tenuto a mente che gli attuali chip Intel sono modelli a 32-bit, con l’arrivo ormai prossimo di quelli a 64-bit. E in attesa delle contromosse di Intel, il Crusoe va lentamente ma regolarmente guadagnando spazio. Tra i vari modelli che lo usano, ci sono i Sony Picturebook, l’ultraleggero NEC LaVie MX, i supersottili di Hitachi, i BiblioLoox di Fujitsu (muniti di player DVD) e il pad per web-surfing della coreana eZex. Sul fronte negativo, dopo un’iniziale interesse IBM ha fatto dietro-front affermando di dover sostenere costi troppi elevati per implementare il Crusoe su alcuni dei suoi modelli portatili.

Cambiando fronte ma rimanendo agli echi del CeBit, ecco delle interessanti note sulla penetrazione di Linux in Germania. Come ribadisce Dirk Hohndel, CTO della locale SuSE, “Questo è il miglior mercato che esista.” Lo confermerebbe tra l’altro l’impiego del sistema open source sui mainframe IBM usati da Deutsche Telekom per potenziare il servizio T-Online, basato su centinaia di server SuSE, mentre altri clienti includono nomi quali BMW e Daimler Chrysler. Il successo della società tedesca si fonda sull’offerta di servizi quali personalizzazione e installazione di sistemi Linux, un approccio assai meno popolare negli Stati Uniti. Non a caso poco tempo fa SuSE ha preferito ridurre la sua presenza oltreoceano, licenziano due terzi della forza lavoro (una trentina di impiegati), per concentrarsi ancor più sul mercato di casa. Quasi il 75 per cento delle entrate registrate nel 2000 è infatti giunto da paesi di lingua tedesca, con un 15 per cento incassato dagli altri paesi Europei. Un andamento in salita che consentirà a SuSE di andare in attivo da qui a 12-18 mesi, come precisano gli stessi dirigenti. È vero che un simile traguardo arriverà con parecchio ritardo rispetto al maggior distributore USA, quella Red Hat che dice di acquisire sempre più clienti proprio in Germania, tra cui Lufthansa e Dresdner Bank. Ma ciò anche grazie ad un consistente avvicinamento al modello SuSE, che rimane vincente al di fuori dei confini statunitensi.

Comunque sia, SuSE ha diffuso al CeBit la nuova versione del proprio sistema operativo appositamente realizzato per i server, differenziando in tal modo la propria linea tra modelli per business e desktop. Quest’ultimo ambiente rimane però centrale nello sviluppo di SuSE, in ulteriore contrasto con le politiche di Red Hat: la rinnovata sfida a Microsoft. “Un po’ tutti danno per scontata l’inutilità di puntare all’ambito desktop, ma credo si sbaglino di grosso,” ha dichiarato ancora Dirk Hohndel. Che abbia davvero ragione?

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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