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Tra un anno il nuovo portale della BBC

11 Aprile 2006

Tra un anno il nuovo portale della BBC

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Le pressioni per innovare l'emittente britannica e renderla meno dipendente dal canone sfoceranno con molta probabilità anche nel pay per view

La BBC, grazie alla tempestività e alla qualità dei suoi contenuti (informativi ma anche di entertainment) è uno dei media leader a livello internazionale: sul fronte televisivo, quello radiofonico (il World Service, sulle onde corte, è stato per decenni il punto di riferimento per l’informazione mondiale) e sempre di più, sul web. In questi ultimi tempi però (come in quasi tutti i paesi del mondo) un´attenzione forse indesiderata si è focalizzata, da parte del governo, sull’emittente pubblica e sopratutto sui suoi budget. Questa attenzione si è materializzata in una riflessione sul futuro dell’emittente e del suo canone (l’evasione del quale non dovrebbe più essere passibile di incarcerazione) che l’emittente vorrebbe tra l´altro vedere crescere più dell’inflazione. Il processo di rivoluzione negli organi che reggono il colosso mediatico e la riflessione su quello che dovrà essere il suo futuro si è condensato nella stesura di un white paper che ne traccia le vie di sviluppo.

Più qualità in televisione, ma quale televisione?

Sul fronte televisivo interno, l’obiettivo è recuperare audience attraverso una programmazione innovativa e di qualità, che punti sull’entertainment senza avvitarsi in un inseguimento delle emittenti commerciali con i conseguenti rischi di decadimento qualitativo. Il tutto in uno scenario che vede, per il telespettatore britannico, la disponibilità di centinaia di canali Tv digitali entro il 2012 (anno in cui si spegneranno le emittenti analogiche). E un forte cecchinaggio da parte delle emittenti private, che sottolineano come il finanziamento pubblico della BBC danneggi la libera concorrenza.

Lo scenario in cui si dovrà muovere la BBC si presenta comunque terribilmente complesso. Grazie alla banda larga e all’IPTV la televisione potrebbe passare sempre di più dalla rete e sempre meno dalle antenne. Per non parlare dell’irruzione sul mercato di device alternativi per la fruizione di contenuti televisivi, in primis il cellulare, come ci insegna l’Oriente. In Corea, da tempo, la Tv sul cellulare è una realtà operativa (grazie alle sovvenzioni dello Stato che vede nella digitalizzazione della società la chiave del futuro successo della nazione) e il Giappone, dove questa nuova forma di Tv è stata lanciata pochi giorni, potrebbe diventare il leader mondiale nel consumo di Tv cellulare in poco tempo. È solo questione di tempo prima che la Tv sul telefonino diventi una realtà importante anche in Europa, mentre altri device – come la PS e l´iPod – stanno incalzando per ritagliarsi una fetta della fruizione televisiva.

L´importanza della Rete

La BBC sta dunque guardando con molto interesse al mondo della Rete. È proprio lì che si sta centrando l´attenzione del suo management, specialmente dal punto di vista del potenziale di revenue. Da anni i suoi numerosi canali radiofonici possono essere ascoltati in diretta via streaming, e l’offerta (gratuita) di programmi in differita, on demand, è più che discreta – e da qualche tempo, inoltre, l’emittente britannica sta sperimentando il podcasting (di cui già abbiamo parlato in precedenza) e alcuni dei suoi contenuti web sono disponibili sul cellulare o il Pda. Anche sul fronte video on demand l’offerta per il pubblico non è male: ancora una volta, è l´informazione il cavallo di battaglia.

Dal punto di vista del web vero e proprio, la BBC tiene in piedi una vera e propria galassia di siti, spesso di grande qualità. La lista è troppo lunga per pubblicarla qui ma l´offerta copre temi quali la musica, lo sport, la cucina (il mio preferito), il content e l´entertainment per i bambini, il similwiki h2g2 (un´enciclopedia autoprodotta ispirata alla guida galattica degli autostoppisti), i corsi di lingue, la salute, la storia, la cultura, Harry Potter e molto altro ancora, tutto rigorosamente senza pubblicità e pagato dal contribuente britannico. Ancora per quanto non si sa (già alcune sezioni, come quella dei programmi “cult” sono state ibernate – ancora on line ma non più aggiornate). Mentre dura però è un bell´esempio di come si possa importare un contenuto originariamente sviluppato per un media televisivo (ad esempio proprio le ricette presentate in Tv) e dargli una nuova vita in Rete, spesso con un notevole contributo da parte del pubblico dei navigatori.

Il nuovo sito BBC.com

La principale novità in preparazione sul fronte web appare essere il lancio del nuovo sito bbc.com, destinato prioritariamente al pubblico internazionale, quel pubblico che quotidianamente affolla il sito attuale della BBC, oggi tarato su un mix di pubblico locale ed estero, sfruttando il servizio pagato dal summenzionato contribuente d´oltre Manica. Il nuovo sito dovrebbe avere la caratteristica significativa di contenere pubblicità, anche se in quantità moderate e con modalità relativamente poco intrusive (almeno inizialmente?) e il lancio della prima release dovrebbe avvenire all’incirca tra un anno. Sempre nell’ottica di esplorare nuove fonti di revenue e di sfruttare/risfruttare contenuti già prodotti per altri media, sta venendo valutata anche la possibilità di attivare aree di pay per content, primariamente rendendo disponibili contenuti televisivi premium come show televisivi e programmi di approfondimento, giungendo un giorno a diventare potenzialmente un robusto portale di video on demand a pagamento.

E, per risparmiare sui costi, è facile immaginare che tutta una serie di “rami secchi” poco vendibil pubblicitariamente verranno tagliati dall´albero web. Lo scenario che si prospetta è dunque quello in cui, ancora una volta, tutti dichiarano di voler perseguire la qualità, ma nessuno è pronto a tirare fuori i soldi per pagarla, finendo per ricadere inevitabilmente nelle logiche legate esclusivamente all´audience e alla rivendibilità pubblicitaria dei contenuti. E dove il contenuto di qualità, se non ha potenziale di mercato, non solo non viene messo in rete, ma non si spreca nemmeno tempo a pensarlo.

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