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Tra l’ordine e la libertà

14 Giugno 2013

Tra l’ordine e la libertà

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Due interpretazioni di come raggiungere la pace dei sensi con gli apparecchi mobili personali. Apple scommette sull'ordine.

Il keynote, discorso di apertura del convegno annuale annuale dei programmatori interessati a Mac e iOS, detto WWDC per Worldwide Developers Conference, ha fornito più d’uno spunto di riflessione per il mondo mobile.

Alle migliaia di intervenuti (biglietti da 1.500 dollari esauriti in 71 secondi settimane fa, più gli spettatori globali via rete) Apple ha consegnato una visione del mondo sicuramente parziale e peraltro attendibile nella sua parzialità. L’amministratore delegato Tim Cook ha sorvolato sui seicento milioni di apparecchi iOS venduti (Android ne ha un numero superiore) e ha spostato il confronto sulla experience, la modalità di utilizzo:

iPhone viene usato per un tempo una volta e mezza superiore agli smartphone Android. […] L’uso su web di iOS è due volte e mezzo quello di Android. […] iPad conta nell’uso web per l’82 percento del totale dei tablet. […] Il 97 percento degli utilizzatori di iOS si dice complessivamente soddisfatto dell’acquisto; i molto soddisfatti sono il 73 percento del totale per iPhone e il 49 percento per Android.

Nessuna novità nel mantra di Apple: anche senza essere in cima alle classifiche di vendita, i nostri apparecchi vengono usati di più e meglio. Significativa invece la spiegazione immediata: il 93 percento degli acquirenti di iPad o iPhone usa la versione più aggiornata del sistema, mentre su Android l’installato è frammentato in tre parti equivalenti (con la maggioranza relativa a una versione del 2010).

Frammentazione Android

iOS autocratico, Android pluralistico: a scapito della qualità, per Apple.

È questo che farebbe la differenza, secondo Cook: la maggiore uniformità consente ai programmatori di creare software migliore e tutto conduce a una migliore experience.

Si va oltre la teoria del walled garden, il giardino cintato e quindi pulito e sicuro anche se delimitato; l’idea qui è che l’ordine intrinseco che alcuni vedono come dittatoriale – la stessa versione per tutti, un unico modo di fare le cose – generi anche maggiore qualità e soddisfazione.

Naturalmente nel campo Android si fanno valutazioni di tenore del tutto diverso e si preferisce puntare sui vantaggi connessi alla diversificazione e alla sostanziale assenza di vincoli di uso, nel bene e nel male. Vista da qui la situazione sembra quella del pendolo, una volta a preferire i vantaggi dell’ordine prima che diventi imposizione, una volta a optare per la libertà non ancora sconfinata in anarchia. Forse la cosa più importante, e per fortuna abbondantemente garantita, è che sia sempre possibile scegliere da che parte porsi.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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