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Torino nel futuro: finalmente dalle parole ai fatti

28 Maggio 2002

Torino nel futuro: finalmente dalle parole ai fatti

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Finalmente dopo tante parole, Torino compie un deciso passo avanti nel mondo delle nuove tecnologie applicate alle nuove forme di comunicazione.

In funzione a Torino il primo ed unico nodo italiano di accesso ad Internet in grado di veicolare contenuti di ogni tipo sulla base dei paradigmi di INTERNET 2 (Multicast, IPv6, QoS..), le tecnologie che guideranno Internet nel prossimo decennio. Una straordinaria opportunità per operatori ed utenti ed un potenziale di sviluppo decisivo per il mercato dell’ICT nazionale.

Banda virtualmente infinita, altissima velocità di trasmissione, accessibilità delocalizzata, multimedialità. È tra i primi al mondo, tra i più innovativi in Europa, unico in Italia e solo ad integrare le tecnologie satellitari, il nuovo Nap (nodo di accesso ad Internet di primo livello) nato in questi giorni a Torino.

Costituito dal Consorzio Top-IX (Torino Piemonte Internet Exchange), che riunisce ad oggi Atlanet (Gruppo Fiat, Telefonica, Acea), AT&T Global Network, Club Nautilus, Colt Telecom, CSI-Piemonte (Centro IT della Regione Piemonte), Cubecom, Eutelsat, Fastweb, IT Gate, Noicom, Reteitaly, Sanpaolo IMI Softpeople IH net, Telecom Italia e Telespazio il nuovo nodo è un’esperienza di avanguardia e di altissimo valore aggiunto per l’intero mercato delle telecomunicazioni italiane.

Specialisti ed operatori in tutto il mondo lavorano da tempo all’evoluzione di quella che è chiamata informalmente Internet 2, il nuovo sistema di integrazione di infrastrutture, tecnologie, contenuti, operatività che permetterà ad Internet di dispiegare appieno tutto il suo potenziale di sistema generale per il trasporto dell’informazione. Un sistema in grado di essere accessibile dovunque, attraverso modalità molto semplificate, sfruttando le reti cablate già in opera, riducendo in maniera verticale gli investimenti fino ad oggi necessari, degli operatori.

Il nuovo nodo di Torino è la risposta italiana alle ultimissime frontiere della tecnologia di Internet. Top-IX consente agli operatori, agli ISP (Internet Service Provider), di dialogare tra loro, integrando servizi e prodotti di telecomunicazioni. Grazie alla sua architettura, si apre un orizzonte illimitato alla fruizione di informazione via Internet, slegata dalla natura e dalle tecnologie di erogazione ed accesso: rete fissa, satellitare, telefonia cellulare, PDA (conosciuti correntemente come Palm Top), televisori, PC, terminali video interattivi, messaggerie audio, video e testuali, videoconferenze, streaming, video on demand e tutto quanto la tecnologia svilupperà nei prossimi anni.

La realizzazione di un Nap a Torino è una delle azioni di rilievo strategico individuate dallo studio “Strategia per lo sviluppo della società dell’informazione in Piemonte”, realizzato da ITP Investimenti Torino e Piemonte, in collaborazione con Poliedra e con il contributo dell’Amministrazione Provinciale di Torino e dei Comuni di Torino ed Ivrea.

Top-IX si colloca quindi come uno dei punti forti nella creazione nella città del nuovo polo europeo delle ICT, affiancandosi ed integrandosi a pieno titolo nelle sinergie di sistema del progetto “Torino Wireless” (creato da “Torino Internazionale”), il centro nevralgico di network e protagonisti impegnato nello sviluppo delle tecnologie “senza fili”, capace di supportare tutti i settori strategici dell’economia di mercato e della Pubblica Amministrazione.

Top-IX non è quindi solo un’infrastruttura tecnologica, quanto un infrastruttura precompetitiva che consente accordi di “peering” che gli associati potranno stringere liberamente tra loro, con il chiaro obiettivo di offrire alle aziende una possibilità concreta di superare i limiti della Rete attuale, ampliando e migliorando il mercato dell’ICT, dall’erogazione e fruizione dei servizi e dei prodotti, al loro arricchimento, con lo sviluppo di nuove sinergie ed offerte per l’utenza diretta ed indiretta.

Una realizzazione di grande respiro dunque, che rafforza e testimonia quei principi di coesione, di coinvolgimento e impegno del comparto torinese e piemontese, quel “fare sistema” che vede nelle telecomunicazioni e nell’information technology la chiave di volta di un rinnovamento economico e finanziario strutturale. Un elemento confermato dal fatto che per la prima volta in Italia, operatori formalmente “concorrenti” hanno deciso di associarsi per dare vita a Top-IX.

In termini pratici, il nodo di Torino si differenzia da quelli già esistenti in Italia in primo luogo perché opera in modalità multicast, una tecnologia che consente di ridurre significativamente l’utilizzo di banda, permettendo a più utenti contemporaneamente di ricevere contenuti multimediali, senza influire sulla disponibilità residua della banda stessa. Risultato: eliminazione di “colli di bottiglia”, riduzione dei tempi di fruizione, incremento della velocità, garanzia di massima qualità e riduzione decisa dei costi.

Top-IX è un nodo “distribuito”, non collocato fisicamente in un luogo specifico ma costituito da un insieme di nodi interconnessi in fibra ottica: oggi opera già in contemporanea presso il Consorzio per il Sistema Informativo – CSI-Piemonte e presso il Parco delle Tecnologie e dell’Ambiente di Torino – Environment Park. Una caratteristica che, grazie anche all’integrazione della tecnologia satellitare, permette di “portare” il nodo direttamente all’operatore di connettività, superando ogni limite territoriale alla erogazione dei servizi, ed è quindi virtualmente estensibile a qualsiasi porzione del territorio.

Top-IX è un consorzio misto pubblico-privato senza fini di lucro: sua caratteristica è il coinvolgimento societario degli utilizzatori a garanzia della neutralità dello stesso rispetto al mercato. Assume così la fisionomia di un tavolo di concertazione, che oltre allo sviluppo e alla gestione dell’infrastruttura, ha l’obiettivo di definire le condizioni tecniche ed economiche delle relazioni tra gli associati.

La speranza è che tutto questo abbia un seguito. Soprattutto che questa potenzialità sia estesa a tutti gli utenti e non solo, come è successo in questi ultimi anni, ad operatori privati di grandi dimensioni (aziende di prodotto e di servizi).

L’innovazione è patrimonio di tutti e deve servire per lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, soprattutto nel campo delle ICT.

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