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Tool per valutare l’accessibilità dei siti Web: l’eredità di Bobby

06 Luglio 2005

Tool per valutare l’accessibilità dei siti Web: l’eredità di Bobby

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Bobby 5.0 non esiste più: digitando la vecchia URL o cercando con i motori di ricerca il noto testing tool per l’accessibilità dei siti Web, si viene indirizzati alla pagina di "WebXACT".

In un mio precedente intervento avevo parlato di Bobby 5.0, il tool per testare il livello di accessibilità dei siti Web. Tuttavia su questo strumento alcune precisazioni sono necessarie. Infatti la Watchfire, che lo aveva acquisito tre anni fa, lo ha definitivamente sostituito con il tool erede, già in rete da qualche anno, che tuttavia non prende il posto della desktop version di Bobby ancora scaricabile a pagamento.

Il nuovo tool, WebXACT, sostituisce solo la versione online di Bobby 5.0, che da maggio 2005 non è più disponibile.

WebXACT consente di analizzare l’accessibilità, la qualità e i problemi di privacy di singole pagine web. Esso integra tutte le funzionalità del vecchio Bobby con alcune opzioni e una grafica rinnovata: niente cappelli blu, ma icone più “internazionali”.

L’interfaccia grafica della homepage è estremamente amichevole e intuitiva (ricorda nella sua semplicità lo stile minimalista di Google).

Sotto il form per inserire la URL della pagina che si desidera scansire, è presente un link che consente di accedere a una pagina dove specificare in base a quali standard (Section 508, WCAG A/AA/AAA Compliance) si vuole effettuare la verifica del codice, impostando e salvando alcune opzioni.

La verifica della URL indicata può durare alcuni istanti, dopodiché viene presentato un report suddiviso in 4 aree: general, accessibility, quality e privacy.

La sezione general offre un quadro riassuntivo del check-up, la accessibility ci fornisce il livello di aderenza agli standard che abbiamo selezionato, la quality assegna icone di riferimento per gli avvisi o gli errori alle istanze e la privacy controlla i link alle eventuali privacy policy.

Con l’opzione di espansione, ci vengono sottoposte le righe che contengono elementi di codice errati e non conformi.

Come per ogni validatore di accessibilità, i risultati dipendono dalla tecnologia attuale e non consentono ancora di analizzare la qualità del design, di script, applet, plug-in e la “ragionevolezza” globale del sito. Per queste incertezze è previsto di default un “warning” da verificarsi manualmente.

Altre limitazioni di questa versione sono:

  • il falso positivo dei link che puntano a pagine in locale
  • l’assenza di un controllo sulla compatibilità con altri browser oltre a Internet Explorer
  • il mancato test della validità di CSS associati

In conclusione, i validatori di questo tipo velocizzano innegabilmente il processo di controllo di alcuni parametri, tuttavia per avere uno strumento realmente efficace per testare ‘al volo’ l’accessibilità e l’usabilità di un sito Web, determinate spesso dai contenuti e dal buon senso, bisognerà aspettare ancora. Per avere risposte apprezzabili servirebbero infatti elementi di Intelligenza artificiale che ancora non esistono. L’analisi manuale resta di conseguenza l’unica prassi di verifica attualmente percorribile per ottenere risultati soddisfacenti.

Per partecipare fattivamente alla lotta contro le barriere di ogni tipo, dovere e diritto sancito in primis dalla Carta Costituzionale, è quindi necessario porre molta attenzione alla fase di progettazione, non relegando la questione “accessibilità” a un bollino da applicare a sito già delineato. Soltanto una progettazione che tenda ad armonizzare argomenti, portabilità, flessibilità, semplicità, efficienza e gradevolezza, risulta in grado di erogare servizi al maggior numero possibile di utenti, inclusi i disabili, che più facilmente rischiano di essere esclusi dai processi della Società dell’Informazione.

Info-inclusività dunque: un concetto deontologico e democratico da cui non si può più prescindere, e che ripaga in qualità, credibilità e fidelizzazione al sito stesso.

L’eredità di Bobby si delinea quindi come un’eredità difficile…

Contatti e informazioni

L’autore di questo articolo, nell’ambito del Master MICSU (Umanisti, informatica e comunicazione), si interessa alle problematiche legate all’accessibilità e alla qualità visiva dei siti Web. Segui il filo dei suoi studi sul blog del master.

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