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T-government, molto rumore per nulla?

31 Marzo 2005

T-government, molto rumore per nulla?

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Una nota del Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, datata 5 marzo 2005, ha informato che il Governo Italiano intende co-finanziare a livello regionale e locale 29 progetti volti a offrire servizi ai cittadini attraverso la televisione digitale

Il finanziamento del Governo è stimato in oltre 32 milioni di euro e conferma l’entusiastico supporto di cui la televisione digitale gode a livello centrale. Stanca addirittura punta attraverso questa iniziativa a porre l’Italia in posizione di leader europeo in questo campo, con l’obiettivo di porsi persino davanti alla Gran Bretagna.

I 29 progetti, di durata media compresa tra due e tre anni, coprono un ampio spettro di servizi relativi all’impiego, ai servizi sociali, al turismo e alla sanità e coinvolgono il Pubblico ad ogni livello d’azione (regione, provincia, città), nonché parecchie aziende specializzate nel broadcasting a livello nazionale e locale.

L’impegno profuso in questo periodo dal Governo Italiano per sviluppare la televisione digitale terrestre non si è quindi limitato ai sussidi per l’acquisto del decoder o allo sviluppo del canale interattivo “Italia Utile”, che riprende in buona parte i servizi proposti sul portale unico nazionale “italia.gov.it“.

Alcuni dubbi sorgono però sulla praticità e funzionalità del media D-TV per la fornitura di servizi pubblici. Il centro ricerche del Gartner Group, società di consulenza tra le prime al mondo, in particolare sottolinea che vi sono motivazioni infrastrutturali ed emotive che dovrebbero almeno in parte frenare questo entusiasmo. In primis, la diffusione della D-TV in Italia è ancora modesta e una comparazione con la diffusione di altri media quali Internet è impietoso. Va inoltre sottolineato che la TV in genere è un canale interattivo, ma condiviso ben più che un PC o un telefono cellulare.

Questo aspetto probabilmente non favorirà la richiesta di servizi particolarmente attinenti a sfere private della vita del cittadino. Secondo Gartner determinate fasce d’età di utenti di servizi, in particolare gli anziani, ritengano ancora meno problematico l’uso di un PC rispetto a quello della TV nel reperire informazioni e servizi pubblici. Il rischio di investire in un servizio che già in partenza risulta di nicchia è forte e forse la strategia di promozione di questo media va riconfigurata e specializzata, con una maggiore attenzione verso i risultati di progetti pilota già sperimentati.

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