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Suonerie? Danneggiano l’industria discografica

27 Aprile 2001

Suonerie? Danneggiano l’industria discografica

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Alcuni analisti hanno reso noto che le suonerie per telefoni cellulari scaricabili da Internet creano un danno di circa un miliardo e mezzo di lire al giorno all’industria discografica. La britannica Envision, che ha collaborato con la International Federation of Phonographic Institutes, sostiene che il download e l’uso delle suonerie rappresenti un massiccio abuso della proprietà intellettuale. Secondo l’amministratore delegato di Envision, Ben Boppin, i siti che permettono il download di suonerie “opera nell’illegalità, non corrispondendo alcuna royalty alle case discografiche. Siamo di fronte ad un nuovo Napster”. Boppin ammette però che “non è facile quantificare il fenomeno: sappiamo ad esempio che una hit è scaricata circa 30.000 volte, e dunque potrebbero esistere centinaia di milioni di download illegali”. Envision ha censito e classificato tutti i siti che offrono gratuitamente il servizio e sarebbe pronta a distribuire la lista alle case discografiche. I reati commessi, secondo l’avvocato Clare Griffiths, esperto in proprietà intellettuali, sarebbero non solo di copia della suoneria, ma di “atto dispregiativo” se la suoneria è modificata rispetto alla canzone originale e “pubblica esecuzione” se il cellulare suona in luogo pubblico. Lo scorso anno la EMI ha citato in giudizio www.yourmobile.com: il sito ha evitato la causa da 100 miliardi di lire rimovendo i brani contesi e rendendoli disponibili via sms. Dopo la fine degli sms gratis dalla rete, è la fine delle suonerie?

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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