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Su Internet come costruire l’Isola che non c’è e vivere felici senza tasse e senza leggi

30 Ottobre 2003

Su Internet come costruire l’Isola che non c’è e vivere felici senza tasse e senza leggi

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Siete stufi di pagare troppe tasse, di sottostare a leggi che ritenete inutili, assurde se non dannose, convinti di essere sudditi invece che cittadini? Allora è giunto il momento di rimboccarsi le maniche e di costruirsi la propria isola dove vivere felici e senza guardia di finanza.

Non c’è bisogno di inventarsela: è già tutto organizzato. Le risposte alle vostre ansie di libertà sono nel sito dell’associazione “Liberi di Scegliere“.
Chi sono i fondatori? Ecco la risposta: “Un progetto, un sogno Siamo un gruppo di amici (molti dei quali imprenditori) che amano la libertà e hanno voglia di aprire strade nuove. Siamo convinti che non tutto sia già stato fatto e pensato, e che quindi ci sia ancora spazio per progetti in grado di far sognare e schiudere prospettive inedite. In particolare, abbiamo deciso di creare l’associazione “Liberi di scegliere” al fine di elaborare un progetto (tecnico, economico, politico-diplomatico) che mira a permettere l’esplorazione di un’area fino ad ora solo attraversata, ma non ancora davvero vissuta: il mare”.

Un gruppo di idealisti, seguaci di Tommaso Campanella e della Città del Sole? Forse, ma i membri di questa associazione assomigliano più a un gruppo di prosaici imprenditori bresciani. Gente pratica e spiccia.

Così, per sfuggire a leggi considerate illiberali e a un regime fiscale vessatorio, hanno pensato di costruirsi un’isola galleggiante artificiale nel Mediterraneo: Freedomland.
Sentito al telefono, uno dei responsabili ci ha detto che il posto è stato scelto: in acque internazionali tra la Sardegna e le Baleari.

Un luogo dove non si da fastidio alla navigazione, il mare non raggiunge mai forza distruttiva e dove costruire una “nuova Montecarlo”, con buona pace della famiglia Ranieri.

Per ora, si stanno muovendo grosse società finanziarie (“tipo quelle che costruiscono ipermercati”, così ci è stato detto al telefono), ma è prevista anche la partecipazione di piccoli finanziatori. Ognuno potrà avere mille metri quadri a disposizione, per crearsi il suo spazio di libertà.

“L’isola si basa su cassoni di cemento armato a microcellule sui quali vengono erette tutte le altre costruzioni. L’acqua potabile verrà fornita da dissalatori – è scritto nella pagina descrittiva dell’isola – L’energia elettrica di tutti gli impianti dell’isola verrà fornita dal movimento delle onde del mare, da energia eolica e da pannelli solari. Con l’energia elettrica così ottenuta sarà possibile produrre idrogeno per il funzionamento dei motori marini per l’eventuale spostamento dell’isola”.

Per ora, unica possibile partecipazione all’operazione “Isola” è sottoscrivere la quota associativa di cinque euro.
Cinque euro per sognare di poter vivere, un giorno, in “un piccolo universo affrancato da ogni sovranità statuale”, “collegato al resto del mondo da un moderno aeroporto, grazie al quale gli uomini della “terra libera” potranno continuare ad interagire con i vecchi paesi: facendo affari, diffondendo idee, offrendo nuove opportunità. Il tutto, però, senza dover sottostare ad alcun sovrano, né ad alcun parlamento”.

Insomma, un’isola sulla quale un piccolo esercito di Peter Pan combatte contro l’appuntito uncino del fisco e della sua filibusta. All’arrembaggio!

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