⚠️ Black Weekend: - 40% su tutti gli EBOOK e i CORSI

Dal 27 al 30 novembre

Sfoglia il catalogo ebook
Home
Sto con Tim

06 Dicembre 2012

Sto con Tim

di

Potremmo ritrovarci nel 2013 con una Internet azzoppata nella libertà e l’universalità, a meno che vinca…

Cose di sei mesi fa: l’anticipazione della World Conference on International Telecommunications. È partita davvero e i sei mesi sono passati in perfetta anestesia mediale.

Sulla pagina di presentazione dell’evento il linguaggio è classicamente politichese, quello dove se c’è di mezzo una guerra si parla di pace, i licenziamenti sono regolati da norme sul diritto al lavoro, la legge elettorale serve a garantire gli eletti invece degli elettori. E infatti:

Questo convegno storico rivedrà le attuali regole sulla telecomunicazione internazionale, il trattato globale vincolante progettato per facilitare l’interconnessione e l’interoperabilità internazionale dei servizi di informazione e comunicazione, così come assicurarne l’efficienza e la diffusa utilità e disponibilità pubblica.

Tradotto, lavoriamo per una Internet meno interconnessa e interoperabile, meno efficiente e disponibile. Leggo da Fast Company:

Un primo tentativo da parte di Stati Uniti e Canada di limitare il controllo governativo su Internet è fallito. Le due nazioni, con l’appoggio europeo, speravano di eliminare il tema dall’agenda. […] La delegazione russa sta cercando di introdurre una clausola che porta sotto controllo statale gestione, nomi di dominio, indirizzi e ciò che descrivono come “infrastruttura di base di Internet”.

Ma sono buoni contro cattivi? Speriamo che arrivino i nostri? O lottiamo per conservare privilegi occidentali? La mia posizione è la seguente:

Pare che al momento la crescita di Internet sia spettacolare, con i tassi più elevati nei Paesi in via di sviluppo. Pochi anni fa abbiamo creato la World Wide Web Foundation nell’ansia che la connettività fosse rilevante; invece oggi sta chiaramente diventando ubiqua e dobbiamo preoccuparci di altro, per esempio della neutralità della rete e del fatto che i governi blocchino Internet o la usino per spiare. Molte ansie che ho sentito riguardano la possibilità che le nazioni desiderose di bloccare e filtrare Internet usino un trattato internazionale per raggiungere l’obiettivo e forzare le altre nazioni a prenderne atto.

Io sto con Sir Tim Berners-Lee.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

Vuoi rimanere aggiornato?
Iscriviti alla nostra newletter

Novità, promozioni e approfondimenti per imparare sempre qualcosa di nuovo

Gli argomenti che mi interessano:
Iscrivendomi dichiaro di aver preso visione dell’Informativa fornita ai sensi dell'art. 13 e 14 del Regolamento Europeo EU 679/2016.