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Stick, il terrore dell’FBI

29 Marzo 2001

Stick, il terrore dell’FBI

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Si chiama “Stick” ed è nato per confondere i sistemi di sicurezza informatici antiintrusione.
Approfitta della confusione e s’infila di nascosto, come farebbe ogni buon terrorista.

Stick fa parte di una nuova generazione di software, che permette di aggirare i sistemi di controllo di intrusioni nei server, ultimi custodi della sicurezza per le aziende private e per gli organismi governativi.

È così pericoloso da spingere l’FBI, attraverso la sua divisione contro i crimini informatici (NIPC), a lanciare un allarme generale.

Funziona sul principio, utilizzato spesso dai terroristi per infiltrarsi in zone riservate, della confusione: simula circa 450 attacchi al sistema di protezione in meno di due secondi, con l’obiettivo di sovraccaricare il sistema in un breve lasso di tempo.
Approfitta della sorpresa e della confusione generata per introdursi senza essere notato.

Una minaccia per le imprese americane, già sottoposte ad un fuoco di fila di attacchi da parte del crimine online, da far preoccupare seriamente l’FBI.
Il National Infrastructure Protection Center (NIPC) ha diffuso sul suo sito Web un avvertimento per i gestori di server commerciali, in attesa di studiare le contromosse.

Un po’ poco per una struttura che dovrebbe anticipare le mosse del “nemico” e non, come spesso accade, accorgersene quando è troppo tardi.

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