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StarOffice, la minaccia fantasma

30 Novembre 1999

StarOffice, la minaccia fantasma

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Sun sta distribuendo gratuitamente StarOffice, una suite di applicazioni simile a Microsoft Office. Perché? E cosa c'è dietro? StarOffice gratis è un buon affare?

Nell’ultimo film della saga di Guerre Stellari, l’assedio al pianeta Naboo che domina drammaticamente la trama, si rivela essere solo un dettaglio secondario di un progetto di dominazione immensamente più vasto. Anche se non possiedo la Forza, sento che la recente distribuzione gratuita di StarOffice, una suite di applicazioni comparabile a Microsoft Office, è allo stesso modo un evento la cui spettacolarità serve a nascondere piani di rivoluzione ben più ampi.

Ma cominciamo dall’inizio. Com’è questo StarOffice di cui tanto si parla? Vale la pena di abbandonare Microsoft Office in favore di questo concorrente?

StarOffice, della Sun Microsystems, è un pacchetto costituito da un elaboratore di testi, un foglio di calcolo, un database, un gestore di presentazioni, un programma di disegno vettoriale e bitmap, un generatore grafico di equazioni, un editor grafico per HTML e un’agenda. In sostanza, questi programmi sostituiscono Microsoft Word, Excel, PowerPoint e Outlook, ossia le quattro applicazioni offerte dalla versione Standard di Microsoft Office 2000. In più StarOffice contiene un browser, un mailer e un newsreader: i programmi fondamentali per consultare il Web, scambiare e-mail e frequentare i newsgroup.

Microsoft Office 2000 Standard costa, secondo il listino di Direct.it, 1.099.900 lire IVA inclusa. StarOffice è gratis.

Soldi a parte

Lasciamo da parte, per un momento, questa considerazione economica non certo trascurabile. Tecnicamente, StarOffice è un degno concorrente dei prodotti Microsoft. Tutte le funzioni più comunemente adoperate dagli utenti, cioè quelle che contano, sono disponibili: certamente ci sono alcune differenze in quelle più esoteriche, che Microsoft Office offre in maggiore abbondanza, ma se dovete creare i normali documenti da ufficio non le userete mai. Inoltre non c’è traccia di quel petulante fermaglio animato che in Microsoft Office insiste nel volervi aiutare a comporre i documenti.

Compatibilità

Dal punto di vista della capacità di acquisire dati da formati diversi, StarOffice batte Microsoft Office senza alcun dubbio: nella smisurata lista dei filtri d’importazione, che consentono di aprire e salvare con StarOffice documenti redatti con altri programmi, ci sono persino formati vetusti come Wordstar 3.3 o WordPerfect 4.2 per DOS. Roba che non vedo in Microsoft Office da tempo immemorabile.

Cosa più importante, StarOffice è in grado di salvare in tutti i formati di Microsoft Word. È un bonus non da poco. Infatti significa che non occorre comperare, installare e imparare ogni nuova versione del programma Microsoft soltanto perché lo hanno fatto tutti gli altri utenti con i quali scambiate documenti (per motivi più spesso commerciali che tecnici, è prassi comune non solo di Microsoft che ogni nuova versione di un programma salvi in un formato illeggibile dalle versioni precedenti, in modo da costringervi all’upgrade).

Questo significa, ad esempio, che se un vostro cliente vi chiede di consegnargli i documenti in formato Word 97, potete farlo senza dover comperare Word 97. Un bel risparmio.
Secondo i test di Pc Week e ZDnet, StarOffice è in grado di leggere e gestire senza grandi problemi tutti i documenti scritti con la suite Microsoft: è anche in grado di importare i template (modelli) di Microsoft Office. L’unica difficoltà riscontrata da StarOffice è in qualche dettaglio della formattazione, ma nulla che non succeda già quando si passa da un Word a un altro o si cambia stampante.

Migrazioni facili

Migrare da Microsoft Office, fra l’altro, è particolarmente facile grazie a una funzione chiamata esplicitamente Importazione Microsoft, che converte intere cartelle di documenti Microsoft Office ai corrispondenti formati di StarOffice.

I vantaggi non finiscono qui. StarOffice è un ambiente produttivo completo: potete passare l’intera giornata di lavoro senza mai interagire con il sistema operativo né vedere il desktop. A questo proposito, StarOffice è disponibile non soltanto per Windows ma anche per Solaris, Linux e OS/2 (ma non per Mac OS), con un’interfaccia sostanzialmente identica in tutti e quattro i sistemi operativi, sia pure con qualche incongruenza sotto Linux. StarBase, il database di StarOffice, è per ora disponibile soltanto nella versione per Windows.

Questo significa che chi si trova a lavorare con vari sistemi operativi può contare su una suite standard dei principali programmi per ufficio, che lo seguirà da un sistema operativo all’altro, potendo scambiare documenti e lavorare nello stesso modo a prescindere dall’uso di Windows piuttosto che di Solaris o di Linux (eccezion fatta per il database, che in effetti non è un’esigenza sentita dalla maggioranza degli utenti).

Se state meditando di migrare da Windows a Linux, installare la versione Windows di StarOffice renderà meno impegnativa l’impresa, perché al termine ritroverete la stessa interfaccia di prima per la maggior parte del vostro lavoro.

In termini di sicurezza informatica, per ora StarOffice non è afflitto dai problemi di macrovirus che sono una piaga dell’equivalente Microsoft. Obiettivamente, non è facile capire se si tratta di migliore robustezza intrinseca del software o piuttosto di minore interesse da parte dei creatori di virus, che non hanno ancora avuto il tempo di svelarne le falle.

Sempre in fatto di sicurezza, ci sono alcune finezze che trovo particolarmente apprezzabili, come il supporto per il PGP per l’autenticazione e la protezione dei documenti. Altro che le ridicole password di protezione dei documenti Office, decifrabili da una miriade di appositi programmi freeware.

Ma il vantaggio fondamentale di StarOffice è che provarlo non costa nulla. Basta prelevarlo da Internet ” http://www.sun.com/staroffice” o, meglio ancora, farselo copiare da qualcuno che l’ha già (la licenza lo consente). Alcune riviste d’informatica lo includono nei CD allegati. Se poi decidete che non fa per voi, lo disinstallate e non ci avete rimesso nulla. Provate a farlo con Microsoft Office.

Magagne

StarOffice non è perfetto. OK, direte voi, anche Microsoft Office non è perfetto. Tuttavia devo riconoscere che la traduzione italiana della versione Windows del prodotto ha parecchie pecche. Lo stile è meno impersonale di quello delle traduzioni Microsoft (con quell’ossessivo “si è fatto questo si è fatto quello”) ed è qualitativamente accettabile, ma quando vedo certi errori clamorosi mi viene l’inevitabile dubbio: se il controllo qualità non ha scoperto che nel menu principale c’è un vistosissimo Dokumenti, con la K che richiama gli anni di piombo quando le scritte Kossiga appestavano i muri, quali altre magagne non avrà rilevato?

Pazienza, direte voi. La K di Dokumenti fa sorridere, ed è magari anche scusabile perché StarOffice era in origine un programma scritto in tedesco da Marco Boerries, che nel 1986, a soli sedici anni, fondò la StarOffice Softwareentwicklungs GmbH nell’allora Germania Ovest (la società fu poi acquisita dalla Star Division Corporation, a sua volta acquisita da Sun Microsystems ad agosto del 1999). Ma ci sono problemi peggiori:

  • Intere sezioni della Guida non sono state tradotte: ad esempio, le spiegazioni sull’uso della guida si chiamano Help about help e sono tutte in inglese.
  • Idem dicasi per gli “aiutini” che compaiono quando si lascia il puntatore sopra un’icona o un pulsante: nella finestra della Guida o dell’Explorer (l’equivalente di Gestione Risorse in Windows) sono un po’ in inglese e un po’ in italiano.
  • La Guida parla del menu Vista, ma non c’è un menu con questo nome: il nome giusto è Visualizza.
  • Quando si cerca di chiudere un documento senza averne salvato le modifiche, StarOffice offre le opzioni Salva, Annulla e Rigetta. Disgustoso.

La mia seconda critica è rivolta all’impostazione stessa del prodotto: è una grande mamma che ti soffoca nel suo abbraccio. Quando avvio il programma, la barra delle applicazioni (la taskbar) viene sostituita dall’equivalente di StarOffice: persino l’icona di Windows viene sostituita da quella di StarOffice. Il programma riempie lo schermo e non c’è modo apparente di ridurlo a icona o ridimensionarlo (in realtà c’è, ma è ben nascosto sotto Visualizza > Desktop Integrato). Le singole applicazioni di StarOffice girano all’interno di questa unica, grande finestra.

A qualcuno questo modo di lavorare può far piacere. A me, che sono notoriamente un control freak (mi piace avere, o almeno illudermi di avere, il controllo su ciò che mi circonda), non piace. Ci farò probabilmente il callo, ma l’impatto di StarOffice per me è fastidioso e sconcertante.

Tirando le somme

Prima di chiarire la questione della minaccia fantasma cui ho accennato in apertura, è giusto riassumere qui i consigli per gli acquisti:

  • StarOffice contiene tutti i principali programmi che vi servono per il normale lavoro, integrati in un’interfaccia standard e coerente, sia pure con qualche problema di traduzione non trascurabile.
  • StarOffice è all’altezza di Microsoft Office. Se usate il computer soltanto per scrivere documenti, fare semplici fogli di calcolo, comporre pagine Web e navigare in Rete in sicurezza, StarOffice è più che adeguato.
  • L’interfaccia utente di StarOffice nasconde completamente il sistema operativo: questo può piacere o non piacere.
  • StarOffice è gratis. Provarlo non vi costerà nulla.
  • StarOffice non è affetto dai macrovirus e offre migliori garanzie di sicurezza.
  • StarOffice è un valido sostituto di Microsoft Office per le piccole e grandi aziende e può rappresentare un risparmio enorme. Cinque licenze di Microsoft Office 2000 Standard costano 4.529.900 lire. Cinque installazioni di StarOffice costano zero. Cento licenze Microsoft costano circa novanta milioni (al lordo di eventuali “sconti comitiva”). Cento licenze di StarOffice costano sempre zero.
  • StarOffice funziona anche sotto Linux e altri sistemi operativi, facilitando la migrazione o la coesistenza di ambienti di lavoro differenti.

Alla luce di questi punti, mi sento di proporre due atteggiamenti verso questo nuovo prodotto.

Se siete un utente privato

Il dubbio non si pone: spendere un milione e passa per avere Microsoft Office è stupido, quando c’è StarOffice gratuito. Lo so che tanto tutti usano copie pirata dei programmi Microsoft, ma siamo seri: è un andazzo che non può durare e che contribuisce a mantenere l’Italia nel terzo mondo informatico. StarOffice non sarà perfetto, ma è certamente adeguato all’uso privato.

Se siete un professionista o un responsabile dei sistemi informatici di un’azienda

Non valutare attentamente StarOffice potrebbe tradursi in una perdita economica secca: i vostri concorrenti potrebbero adottare StarOffice, risparmiare milioni di lire e trovarsi con un vantaggio su di voi in termini di competitività. Cosa risponderete quando il capo vi chiederà perché “dovete” spendere altri milioni per passare a Office 2000? Che cosa potrebbe dire, invece, se gli offriste una soluzione che gli permette di risparmiare decine di milioni in licenze e aggiornamenti?

Senz’altro è la suite da adottare su qualsiasi macchina non-Windows. Tuttavia è ancora presto per abbandonare del tutto Microsoft Office: le manchevolezze di traduzione sembrano indicare che StarOffice ha bisogno di un altro ciclo di revisione prima di essere messo davvero a punto. Inoltre c’è l’incognita del supporto tecnico per StarOffice, che al momento è immaturo se non inesistente in Italia: Sun offre soltanto un “Knowledge Database”, cioè assistenza solo via e-mail e tramite un archivio Internet di risposte alle domande più frequenti. Tutto sommato è meglio provare StarOffice accanto alle installazioni Office esistenti e tenersi pronti ad abbracciarlo o mollarlo. Tanto è gratis.

La minaccia (non) fantasma

Visto che StarOffice tutto sommato è un buon prodotto, perché Scott McNealy, capo della Sun, dovrebbe essere così ingenuo da regalarlo, quando Microsoft riesce a farsi pagare un milione di lire a copia?

A prima vista sembrerebbe una classica ripicca: tu regali il tuo browser (Internet Explorer) per conquistare fette di mercato a spese di Netscape, e allora io regalo la mia suite da ufficio per farti concorrenza dove ti fa più male (secondo CNet, Office genera dal 30 al 50% di tutti gli introiti Microsoft), così impari.

Nossignore. Troppo semplice, troppo altruista. StarOffice è soltanto un mezzo verso un fine più importante, il cui segreto è tutto in questo concetto: StarOffice rende irrilevante il sistema operativo.
Per come è strutturato, per la sua interfaccia “faccio-tutto-io”, per la sua disponibilità su più piattaforme (specialmente Linux), StarOffice è il grimaldello perfetto per scardinare il predominio assoluto della diade Intel-Microsoft e rendere commercialmente appetibili i computer di Sun. Mica scemo, questo McNealy. Ti regala le lamette, ma il manico del rasoio costa una cifra.

Normalmente chiunque riuscisse a sconfiggere un monopolista dovrebbe essere salutato come paladino dei consumatori. Molti utenti di Windows e Office sarebbero disposti a firmare un patto col diavolo pur di passare a qualcosa che non va in crash due volte al giorno e non richiede ogni anno computer sempre più potenti. Per cui, quand’anche McNealy emanasse un aroma sulfureo e avesse piedi caprini, molti lo seguirebbero: e in effetti i numeri sembrano a suo favore.

Secondo Sun, nei pochi mesi dall’inizio della distribuzione gratuita è già stato prelevato oltre un milione di copie di StarOffice, cui si aggiungono quelle distribuite dalle riviste e quelle duplicate dagli utenti. Non poche aziende americane stanno adottando StarOffice al posto di Microsoft Office 2000.

Ma io sono sempre un po’ guardingo verso qualunque commerciante che mi regala qualcosa. Le cose gratuite raramente sono a buon mercato, come si suol dire. Non vorrei che per sbarazzarci di un monopolista ce ne dovessimo accollare un altro anche più pericoloso.

Infatti una volta eliminata o ridimensionata Microsoft, l’obiettivo dichiarato di Sun è indurre gli utenti ad abbracciare le sue soluzioni, in particolare una chiamata StarPortal, una versione Web di StarOffice. L’idea è geniale: il software risiede e viene eseguito su un server (guarda caso una macchina Sun) e gli utenti vi accedono via Internet o Intranet da qualsiasi macchina in grado di collegarsi alla rete. La manutenzione è centralizzata e quindi più economica.

Non occorre aggiornare in continuazione i computer, perché la potenza di calcolo sta nel server, non nel PC sulla scrivania. Addirittura si potrebbe dotare gli utenti di un terminale a bassissimo costo (che so, una Sega Dreamcast), eliminando del tutto i PC. Già adesso Hotmail è un popolarissimo esempio di questa soluzione centralizzata: niente software sul PC, tutto risiede nella Rete. StarPortal è semplicemente una logica espansione di questo concetto. E ancora una volta, il sistema operativo diventa irrilevante.

Ovviamente questo progetto non piace a Microsoft: niente PC, niente vendite di Windows. Per cui Microsoft ha già annunciato un’iniziativa analoga per “affittare” una versione Web di Office via Intranet alle aziende, da far girare su imprecisati “terminali Windows”. Sia per Sun, sia per Microsoft ci sono problemi tecnici non indifferenti da superare (principalmente in termini di larghezza di banda necessaria), ma sembra ormai chiaro che l’informatica centralizzata sarà la tendenza inevitabile del prossimo decennio.

Questo, francamente, mi terrorizza. Non ho nessuna intenzione di mettere le mie informazioni personali, la mia contabilità, il mio diario, le traduzioni riservate dei miei clienti su un server situato chissà dove e protetto chissà in che maniera dalle intrusioni (la reputazione di Microsoft in questo senso non è esattamente cristallina). Il personal computer è nato per dare potere all’individuo: l’informatica centralizzata glielo toglie. In questo sono, una volta tanto, d’accordo con Bill Gates.
Ma questa, amici, è un’altra storia.

L'autore

  • Paolo Attivissimo
    Paolo Attivissimo (non è uno pseudonimo) è nato nel 1963 a York, Inghilterra. Ha vissuto a lungo in Italia e ora oscilla per lavoro fra Italia, Lussemburgo e Inghilterra. E' autore di numerosi bestseller Apogeo e editor del sito www.attivissimo.net.

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