Risparmia 100€ con il codice BIGADATA100

Big Data Executive | Milano | sabato 30 novembre

Iscriviti
Home
Spam, tempi duri in Francia per chi raccoglie indirizzi

12 Aprile 2006

Spam, tempi duri in Francia per chi raccoglie indirizzi

di

La Corte di Cassazione francese ha condannato la società ABS al pagamento di una multa per aver usato software che permettevano di recuperare illecitamente indirizzi di posta elettronica

La società informatica Alliance Bureautique Service (ABS) è stata accusata di aver raccolto su Internet (siti web, forum, elenchi telefonici), tra l´aprile 2002 e il 20 ottobre 2002, all´insaputa degli internauti, un elevato numero di indirizzi di posta elettronica di persone fisiche, mediante l´uso dei software Robot Mail e Freeprospect. Dopodiché, i naviganti venivano letteralmente bombardati di spam, senza alcuna possibilità di chiedere la cancellazione del proprio indirizzo di posta, non essendo previsti gli appositi link.

Con una sentenza del marzo scorso, la Corte di Cassazione francese ha rigettato il ricorso della società ABS nei confronti della sentenza sfavorevole emessa dalla Corte d´appello nel maggio 2005. I Giudici di secondo grado avevano condannato la società informatica a pagare un multa di 3.000 euro, «per aver raccolto determinati nominativi al fine di creare delle mailing list o dei data base fraudolentemente, illegalmente o illecitamente».

L´amministratore della società aveva provato a difendersi affermando che non si trattava di raccolta, ma semplicemente di uno smistamento dei dati. Secondo quanto sostenuto dall´ABS, il software Freeprospect non catturava alcuna informazione e non effettuava alcuna registrazione dei dati. Ma la Suprema Corte non ha seguito questo ragionamento e ha spiegato che «di fatto, il sistema informatico della società memorizza necessariamente, anche solo per un infinitesimale istante, l´indirizzo in questione, per permettere l´invio del messaggio».

Questo risultato non si sarebbe mai raggiunto se il garante per la privacy francese (Commission Nationale de l´Informatique et des Libertés) non avesse chiesto alla Procura delle Repubblica di appellare la sentenza con la quale il Tribunal Correctionnel di Parigi aveva assolto l´ABS.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

Vuoi rimanere aggiornato?
Iscriviti alla nostra newletter

Novità, promozioni e approfondimenti per imparare sempre qualcosa di nuovo

Gli argomenti che mi interessano:
Iscrivendomi dichiaro di aver preso visione dell’Informativa fornita ai sensi dell'art. 13 e 14 del Regolamento Europeo EU 679/2016.