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Sound Exchange, la RIAA si occupa dei musicisti indipendenti

01 Dicembre 2000

Sound Exchange, la RIAA si occupa dei musicisti indipendenti

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La Recording Industry Association of America (RIAA) lancia “Sound Exchange”, un servizio incaricato di distribuire le royalties per tutta la musica diffusa in streaming su Internet.

Il nuovo gruppo, battezzato “Sound Exchange”, dunque, sarà il rappresentante di 2.100 etichette e di 270 case discografiche, dalla più piccola alla più importante e dovrebbe servire principalmente gli interessi degli artisti indipendenti, spesso soggetti deboli contro le violazioni dei diritti d’autore.

Il servizio, infatti, è stato elaborato con la collaborazione dell’Associazione per la Musica Indipendente (AFIM), la Federazione Americana dei Musicisti (AFM) e la Federazione Americana degli Artisti di Radio e Televisione (AFTRA).

L’attività della nuova organizzazione non si limiterà alla Rete, ma si estenderà ai servizi musicali accessibili via cavo o satellite e alle diffusioni “non interattive” sul Web.

Negli Stati Uniti, solo i compositori e gli editori percepivano le royalties per le musiche trasmesse alla radio.
Le cinque più grosse major del disco hanno firmato un accordo per autorizzare “Sound Exchange” a retribuire direttamente i loro artisti a partire dal 2001.

Secondo la Reuters, tuttavia, “Sound Exchange” che dovrà essere lanciata in ottobre è stata fatta già oggetto di numerose critiche.
La principale consiste nel sostenere che questa nuova organizzazione implica un controllo ancora più grande della RIAA e dell’industria musicale su tutta la musica diffusa.

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