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Sophos lancia un allarme: gli internauti rischiano di diventare cybercriminali a loro insaputa

18 Novembre 2004

Sophos lancia un allarme: gli internauti rischiano di diventare cybercriminali a loro insaputa

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Secondo un'indagine svolta da Sophos, le organizzazioni criminali si stanno servendo di internauti sprovveduti per creare una rete diretta al trasferimento di denaro sottratto su Internet. In particolare, è in occasione di frodi come il phishing che gli utenti meno accorti divengono complici a loro insaputa

Sophos ha recentemente diffuso, in Gran Bretagna, un comunicato rivolto agli internauti, per metterli in guardia su un nuovo “allarme sicurezza”. Secondo il noto sviluppatore di antivirus, gli utenti britannici sarebbero attualmente i più presi di mira da un messaggio di posta elettronica intitolato “Work From Home; Prepare to succeed”, che propone di guadagnare denaro lavorando da casa.

Il meccanismo consiste nel chiedere al destinatario della e-mail di inviare una somma di denaro, che verrà accreditata sul suo conto corrente bancario, a una persona che gli viene indicata, tramite il servizio di trasferimento monetario Western Union. A trasferimento avvenuto, l’utente riceve una commissione del 10% sulla somma trasferita.

In pratica, il “lavoro a domicilio” consiste nel controllare regolarmente la propria casella di posta elettronica nell’attesa di un messaggio che confermi l’accredito sul proprio conto corrente, ritirare poi questo denaro dalla propria banca e inviarlo il giorno stesso al destinatario indicato nella e-mail.

Sophos avverte che gli internauti, sprovveduti e attirati dal facile guadagno, servono da intermediari agli autori di frodi tramite phishing. Secondo la software house, infatti, questi ultimi non sono sempre in grado di trasferire il denaro che fanno scomparire dai conti bancari delle loro vittime verso i propri conti. Un trasferimento diretto permetterebbe, infatti, di rintracciarli con una certa facilità. E questo nonostante i conti dei truffatori di solito vengano aperti in paesi diversi da quelli delle vittime.

“Sophos pensa che i destinatari di questi messaggi potrebbero involontariamente essere reclutati come corrieri, allo scopo di aiutare le organizzazioni criminali a rubare denaro via Internet – afferma la società nel suo comunicato -. Con il rischio di diventare, agli occhi della polizia, complici dei criminali”.

Si tratta, dunque, di un ottimo rimedio per i phishers, che riescono così a creare una rete di trasferimento difficile da smantellare. Ma potrebbe anche trattarsi di un nuovo tipo di escamotage per invitare gli internauti a fornire le loro coordinate bancarie. L’importante, in ogni caso, è prestare sempre la massima attenzione prima di comunicare i propri dati online.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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