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Software spia per i dipendenti: viola la privacy?

22 Settembre 1999

Software spia per i dipendenti: viola la privacy?

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La nuova versione di Investigator 2.0, prodotto da WinWhatWhere, registra ogni uso del computer da parte degli impiegati per poi inviarne, tramite e-mail, un dettagliato rapporto al datore di lavoro. Mentre è vietato applicare, ad esempio, simili tecniche alle conversazioni telefoniche, la cui confidenzialità rimane fatto legalmente protetto, per il datore di lavoro è del tutto legale leggere le e-mail dei dipendenti e farne poi il forward su un bulletin board. Almeno secondo la vigente legislazione statunitense.

Mentre finora quel software è stato impiegato soltanto per scoprire varie attività spionistiche, incluso l’ambito delle corporation, i sostenitori della privacy ritengono che tali attività di monitorizzazione sul luogo di lavoro viola le norme sulle comunicazioni private. In particolare, la American Civil Liberties Union (ACLU) sostiene che tali pratiche di monitoraggio rivelano l’assoluta incomprensione dei fenomeni odierni: “oggi la gente usa Internet per cercare e scambiare qualunque tipo di informazioni, incluse le più private e personali. 20 anni fa si andava alle riunioni di Alcoholics Anonymous, oggi si partecipa a un gruppo di supporto sul Web,” afferma uno dei responsabili di ACLU.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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