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Sindrome Cinese – Dal Pacifico uno spazioporto per i turisti del terzo millennio

28 Gennaio 2005

Sindrome Cinese – Dal Pacifico uno spazioporto per i turisti del terzo millennio

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Dopo un lungo volo, attraversando l'intero Oceano Pacifico, arrivo nell'arcipelago di Tonga in Polinesia giusto in tempo per veder sorgere il sole del nuovo anno 12 ore prima di tutti gli italiani

Tonga è la prima nazione al mondo a vedere sorgere il nuovo giorno in quanto, per decreto reale, si trova a GMT+13. È una semi-anomalia geografica ma, in questo modo, nel 2000 con la moda del nuovo millennio i Tongani hanno avuto un attimo di celebrità a livello planetario e un ottimo battage pubblicitario per l’industria turistica.

Quest’anno Dave Mustain, ex chitarrista dei Metallica nonché, per i fan del genere (compreso il sottoscritto), proprietario di Morpheus, il famoso software peer-to-peer, e di Macromedia (la società famosa per gli ottimi Tool di sviluppo di pagine Web e per l’arci, celebre Flash che allieta con le sue animazioni moltissimi siti Web), ha organizzato nella sua isola privata di Mala (vedi foto) nell’arcipelago tongano di Vava’u, un riservatissimo party per festeggiare l’inizio del nuovo anno, trasmesso in diretta satellitare da MTV.

Tra gli ospiti, Sting, Prince i Metallica al completo, Sir Richard Branson e molti nomi altisonanti del Jet Set mondiale.

Incontro Dave qualche giorno dopo capodanno e passiamo una simpatica serata a discutere del futuro del Web e dei recenti IPO americani sul Nasdaq, tra cui appunto anche il suo “Morpheus” che gli sta rendendo qualche milione di dollari.

Dave mi racconta di aver incontrato, alcuni giorni fa durante il suo party, proprio qui nell’arcipelago di Tonga, Richard Branson il Tycoon proprietario della Virgin e oggi di un impero che spazia dalla musica alle compagnie aeree alle compagnie Internet, e chi più ne ha più ne metta.

Sir Richard Branson, noto per le sue eccentriche iniziative, ha sponsorizzato lo Space Ship One, la navetta spaziale che qualche mese fa ha vinto i dieci milioni di dollari dell’X-Price portando per due volte nel giro di due settimane un uomo nello spazio (e ritorno) senza il finanziamento di enti pubblici (leggi NASA, ESA o organizzazioni Russe, Giapponesi o Cinesi).

Branson, dopo il successo dello Space Ship One, ha fondato la Virgin Galactic e avrebbe intenzione di costruire uno spazioporto nell’isola di EUA, a poche decine di chilometri dalla capitale del Regno polinesiano di Tonga, Nuku’alofa, per far decollare le sue navette spaziali a partire dalla Space Ship Two, la seconda della serie che potrebbe portare, già dal 2007, i primi turisti nello spazio.

Se tale operazione dovesse riuscire, dopo i domini.TO e.TV questa zona del pacifico potrebbe diventare famosa per una iniziativa unica nella storia, anzi un’iniziativa che segnerebbe un nuovo capitolo nella storia della conquista dello spazio: l’inizio del turismo spaziale “low cost”.

Il biglietto per lo spazio infatti costerebbe “solo” 150.000 dollari Usa anziché i 20 milioni di dollari pagati dal miliardario Tennis Tito, il primo turista spaziale in assoluto (l’americano aveva infatti ottenuto un “passaggio” su una delle capsule in partenza dalla base di Russa di Baikonur, alcuni anni fa, dopo il rifiuto della NASA).

Nel frattempo Dave dalla sua Mala Island, un Paradiso in pieno Oceano Pacifico, gestisce le sue compagnie Internet grazie a una connessione T3 satellitare che gli permette di operare come se fosse nella sua casa di Beverly Hills.

Come connettività dati il resto dell’arcipelago di Tonga è messo un po’ meno bene, ma rispetto al mio ultimo Giro del Mondo anche qui sono cambiate molte cose.

Dalla metà del 2002, e quindi da circa due anni, è a pieno regime la telefonia cellulare GSM. Purtroppo il GPRS non è ancora attivo e questo impedisce di potermi collegare a Internet in modalità wireless con il mio nuovissimo TREO 600 quadriband: la TCC, compagnia telefonica locale, mi garantisce che la trasmissione dati sarà comunque disponibile fra qualche mese (ma se ne parlava già alla mia ultima visita).

Anche il Roaming con compagnie italiane non è attivo, ma è stato sufficiente acquistare una SIM card da 50 Pa’anghe (circa 20 euro) per poter comunicare anche all’estero con la massima facilità da tutti gli atolli e gli arcipelaghi che ho visitato in questi giorni. È stupefacente come, trovandosi in un isolato atollo ad alcune centinaia di chilometri dalla capitale, si possa tranquillamente telefonare a casa in Europa a 18.000 chilometri da qui, a un costo assolutamente abbordabile (3 pa’anghe al minuto – circa un euro al minuto).

La situazione è paradossale ma estremamente gradevole: i pochissimi e stupendi Resort presenti in questa zona, ancora oggi hanno serie difficoltà a fornire a propri clienti la possibilità di effettuare telefonate intercontinentali attraverso le ordinarie linee telefoniche fisse, quando allo stesso prezzo ormai dalla spiaggia è possibile effettuare tranquillamente la stessa operazione con il proprio cellulare.

In queste aree del mondo caratterizzate da un numero enorme di piccole isole con una popolazione piuttosto frammentata nei vari arcipelaghi, la telefonia cellulare ha letteralmente trasformato il modo di vivere della gente. Considerando che il Regno di Tonga ha circa 100.000 abitanti, si è passati dai 5.000 abbonati di telefonia cellulare nei primi mesi del 2002 agli attuali 40.000 – un incremento che farebbe invidia a qualsiasi compagnia telefonica mondiale, considerando che in Italia, per avere un simile penetrazione sul totale della popolazione, ci sono comunque voluti 10 anni.

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