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Si apra il dibattito su Facebook Home

30 Aprile 2013

Si apra il dibattito su Facebook Home

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Mark Zuckerberg scommette che l'utenza Android sia pronta per un'interfaccia diretta sul social network. Fioccano i dubbi.

Da tempo si vociferava che Facebook avesse in lavorazione un dispositivo proprio, che permettesse di accedere in modo efficace ai servizi del social network più grande del mondo, oltre un miliardo di iscritti attivi.

In realtà il colosso del like ha scelto qualcosa di sostanzialmente diverso e per certi versi solo apparentemente meno ambizioso: una applicazione per Android dal nome Facebook Home.

Realizzare dispositivi fisici non sarebbe stata la cosa più semplice del mondo, anche per una azienda con le disponibilità di Facebook, che si sarebbe comunque vista costretta ad acquisire conoscenze e storia non proprie. La scelta è quindi stata sfruttare gli strumenti di personalizzazione di Android giocando sull’enorme parco installato mondiale. Una strategia che, stando ai primi commenti raccolti in rete, potrebbe pagare meno del previsto, visto che non tutti sembrano pronti a cedere la sovranità della propria home:

Facebook mi piace, ma non riesco a immaginare di adottarlo fino a questi estremi. Certo, sono anche sicuro che qualcuno sarà comunque contento di poterlo fare.

Tecnicamente è stato facile: la quasi totalità dei componenti di Android è personalizzabile e lo stesso vale per la home, ovvero quella applicazione che mostra l’elenco dei programmi disponibili e ne permette l’esecuzione. FaceBook ha così creato una propria personalizzazione di Android che consente l’utilizzo delle applicazioni esistenti e intanto promuove l’accesso ai propri servizi.

È però altrettanto facile osservare che si tratti di una operazione strettamente legata alla piattaforma Android, sfruttandone un aspetto che non sarà possibile considerare su altri sistemi, a partire da iOS.

La seconda osservazione è che, con FaceBook Home, il social network prende possesso del nostro dispositivo facendolo, ovviamente entro certi limiti, proprio. Quanti saranno disposti a fare questo passo? Nei primi dieci giorni di disponibilità la app è stata scaricata mezzo milione di volte, briciole nei confronti dell’audience teorica. Il voto su Google Play è di 2,2 stelle su cinque e, delle 14 mila recensioni lasciate, la metà assegna una stella sola. Voi che fareste?

L'autore

  • Massimo Carli
    Massimo Carli, dopo essersi occupato per più di dieci anni di applicazioni enterprise in ambiente Java, nel 2003 ha iniziato a interessarsi alle applicazioni mobile, sviluppando per dispositivi Blackberry, iOS e Android. Ha lavorato come Software Engineer per Yahoo! e Facebook ed è attualmente Lead Mobile Engineer per Lloyds Banking Group.

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