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Seybold Seminars

27 Aprile 1998

Seybold Seminars

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Da New York le ultime novità nel Desktop Publishing

Appena entrato faccio subito un salto in casa Adobe. Tutto tranquillo, nessuna nuova release nei mostri sacri Adobe. Acrobat, sempre più programma di punta, è alla release 3.0.1, migliorato nella compressione standard.

Ci trovo i prodotti Extensis, con un’ottima interfaccia per fare i bordi artistici, tanto di moda, il Photoframe 1.0, Phototools 2.0, colorato e più complicato del precedente, Mask Pro 1.0, per risolvere gli irrisolvibili problemi di fare scontorni perfetti.

E poi programmi per supercomprimere le immagini per il Web. Assente la Ulead con il suo ottimo Web Razor, presente la Geo con Emblaze Web Charger 1.0, che si basa su una differenziazione della nitidezza e supercompressione selettiva, ed un’interfaccia tipo cockpit di macchina di Formula Uno.

Nel campo dei programmi per Web design, la Macromedia è da premiare per l’aggressività con cui distribuisce copie CD (di prova) di Dreamweaver 2.0, ultimo nato nel campo.
La Microsoft batte il passo, forse si prepara alla grande offensiva “post Win98”; sembra pure che le software-houses, in generale, siano in attesa dell’avallo del famoso bollino “Win98 compatible” sulla scatola.

Corel si presenta arroccata sulla versione 8 del popolare Draw, versione corretta e finale del 7. Quark Express (pronunciato ixpr`es) è già uscito da un tempo con la versione 4.0, ed ora è in distribuzione anche per Windows, per controbattere la concorrenza di un Pagemaker (già 6.52) sempre più aggressivo. Vale la pena di ricordare che qui negli States il mercato DTP è tutto e solo Mac.

Un’occhiata al digitale, quello fotografico, voglio dire. Niente di nuovo nel grosso formato: i dorsi digitali sono sempre carissimi, i risultati medi. Pellicola batte digitale, almeno per ora. E nel piccolo formato, amatoriale e non, macchinette graziose, leggere, e risoluzione ancora scadentina, ma sufficiente per molte applicazioni, quelle Web, appunto. I nomi? Kodak, Sony, Olympus, Casio. Qualche pixel in più di risoluzione, schedine per immagazzinare le foto sempre più piccole e capaci, ma è ancora preistoria, e i prezzi sono decisamente alti.

Hardware, hardware, hardware

Ma dove vogliamo andare? Questa corsa al Megahertz è una follia, anche se è vero che più veloci sono queste macchine, meglio è per tutti. E poi, un poco di budino di RAM e via! Siamo a 333 Mhz per gli ultimi Pentium 2, il 400 Mhz è dietro l’angolo.

La Apple sputa fuori il suo ultimo Mac G3, che già si può trovare in offerta a $1699: nuovo e già in promozione: miracoli del marketing USA. Mac G3 a 300 Mhz, e ad un prezzo da supermercato.
Vale la pena ricordare che con Mac, paghi 2 e prendi 3, a parità di Mhz la performance globale del RISC è di un buon terzo superiore a quella del Pentium 2.

Grande hit sono le varie devices per tarare il colore di monitors e stampanti. Finalmente qualcuno si è accorto che una percentuale notevole di addetti ai lavori e non lavorano con delle apparecchiature spesso sfasate, e non vedono quello che fanno.
Software o hardware, ce n’è per tutti.

E finalmente, parlando di colore, ecco le novità. Si comincia veramente a stampare a colori come si deve. Che qualità: 1440 o 720 DPI, ma chi li vede più i puntini? Sembra tutta grana fotografica! Novità sia per quanto riguarda il discorso “grosso formato”, con plotteroni fino a 1.5 metri di larghezza, a 8 colori di stampa (CMYK normale + altri quattro colori di rinforzo per le mezze tinte) che per le stampantine da ufficio, da tavolo, con formati fino al 11×17″, la Epson Stylus 3000 in testa. Oppure piccole stampanti a sublimazione, come la Tektronic, meno di $5000 prezzo al pubblico, costo di $2.80 al foglio A4, qualità spettacolare, vien voglia di mettersela sulla scrivania. Trova spazio ovunque. HP, Novajet, alcuni dei nomi. Balzo qualitativo degli scanner da tavolo. Buoni gli Umax a 1200 DPI ottici (quindi reali) e gli Epson, sempre sulla cresta dell’onda. E chi ancora non ce l’ha, una tavoletta grafica, dovrebbe comprarsela: per i fotoritocchi è indispensabile. La Wacom vuole strafare e se ne viene fuori con una tavoletta grafica di 6×8″ dove si disegna direttamente su un monitor LCD a colori, a $2399 (se non vado errato) non certo alla portata di tutti. Prodotto sperimentali per sondare il mercato: utile per il neofita, superflua per l’esperto, in ogni caso cara: quella normale vende per circa $300. L’image banking è definitivamente trasferito su CD. Varie ditte di banche di immagini offrono CD dimostrativi come fossero noccioline. Chiaro segno che il depliant del futuro è proprio lui. Meno alberi abbattuti in Amazzonia. Speriamo bene.

Altra tecnologia emergente, e presto una realtà: il “direct to plate”. Presto il fotolito non sarà più: creazione sul computer, test su stampante a sublimazione (anche il concetto del Cromalin vacilla), e passaggio diretto su lastra di zinco. E poi via in tipografia. Meno uso di argento, meno inquinamento, così vanno i tempi. Il DTP si sta avviando sempre più ad offrire alla microstruttura la possibilità di essere autosufficiente. E a costi moooolto ridotti, rispetto ad alcuni anni fa.

Molte sono le aree dove si fa un mini-training gratuito agli intervenuti di come si può beneficiare di cotanta tecnologia. Alla fine in questa corsa, chi rimane indietro è proprio l’uomo. È lui l’anello più debole della catena. Che al prossimo Seybold ci si trovino pure delle proposte per rimpiazzarlo? Qui NY, a voi Italia.

Note:

I Seybold Seminars sono delle esposizioni di prodotti Hardware e Software, e seminari tenuti da vari santoni dell’informatica, che qui a New York si sono tenuti dal 16 al 21 marzo al Javits Center sull’Eleventh Avenue.

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