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Sempre scadenti i filtri del software anti-porno

04 Agosto 1999

Sempre scadenti i filtri del software anti-porno

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Censorware Project, gruppo di attivisti che si oppone all’utilizzo del software cosiddetto anti-porno in scuole e biblioteche pubbliche degli Stati Uniti, ha diffuso un nuovo studio su un altro di tali programmi, Bess, attualmente impiegato in circa 8.000 scuole per un totale di oltre 7,3 milioni di alunni. Realizzato dalla N2H2 di prossima entrata a Wall Street anche sulla base di tale forte penetrazione di mercato, il software vanta il blocco d’accesso a otto milioni di pagine Web, una frazione meno che minima delle oltre 800 milioni di pagine, cifra tra l’altro in rapida crescita quotidiana.

Lo studio di Censorware rileva inoltre che, come già accaduto per altri programmi precedentemente analizzati (CyberPatrol, Smartfilter, X-Stop, Websense), le maglie di Bess lasciano passare “un sostanziale ammontare di pornografia hard core”, alcuni con indirizzi Web piuttosto ovvi. Mentre al contrario viene bloccato l’accesso a diversi siti del tutto innocui. Tra questi, una versione della Bibbia compilata dallo storico Presidente USA Thomas Jefferson, pagine su Darwin e le sue teorie evoluzioniste, e siti vari su temi vari quali Serbia, baseball, psichiatria, e celibato. Altra segnalazione interessante, il software impedisce la visualizzazione anche di “Friends of Lulu,” associazione nonprofit che promuove la lettura e il diretto coinvolgimento delle ragazze nell’editoria dei comics e dei fumetti, intesi “quale medium educativo, letterario e d’intrattenimento.”

Anche il search engine realizzato dalla medesima ditta, Searchopolis, lavora con un po’ grossolanamente: una ricerca con il termine ‘cancro’ ha ottenuto 692.742 voci; lo stesso numero riportato inserendo le parole ‘cancro dei testicoli.’ A dimostrazione, secondo gli attivisti di Censorware Project, che ogni tecnologia filtrante o censoria sul Web, risulta ben poco affidabile.

Censorware Project: http://censorware.org

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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