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Sempre alla ribalta l’Internet Tax

23 Dicembre 1999

Sempre alla ribalta l’Internet Tax

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Pur in presenza della moratoria di tre anni a difesa dell’attuale regime esentasse per le aziende virtuali made-in-USA, l’argomento dell’introduzione o meno di una Internet Tax rientra sempre tra quelli assai caldi. Lo dimostra il meeting ad hoc svoltosi la scorsa settimana a San Francisco tra i 19 membri dell’apposita commissione parlamentare e una nutrita serie di esperti high-tech. Per l’occasione sono tate presentate 14 diverse proposte operative. Un incontro similare si terrà a Dallas il prossimo marzo, fino a raccogliere un totale di 37 progetti su cui la commissione presenterà poi un dettagliato rapporto al Congresso in aprile. Al momento il dibattito ruota essenzialmente sulla fatidica domanda: chi si occuperebbe di riscuotere le tasse sulle transazioni online? E in che modo? Ma è forse il caso di dire che il confronto è polarizzato ideologicamente, con la netta contrapposizione tra i “capitalisti stile free Net” che vorrebbe estendere indefinitamente l’attuale moratoria, e i sostenitori del diritto dei vari stati all’imposizione di propri balzelli.

Potrebbe anche darsi però che la soluzione arrivi da qualche outsider che metta tutti d’accordo. Come Mr. Daniel Sullivan, boss della Taxware International con base in Massachusetts, che ritiene di avere in mano il sistema ideale per raccogliere le tasse Internet a nome di ogni giurisdizione statunitense, oltre 7.500 entità diverse a livello statale e locale. La sua proposta, snocciolata in soli cinque minuti davanti ai membri della commissione parlamentare, è tecnicamente assai complessa e si basa su un sofisticato software che è la risultante di varie combinazioni di quello attualmente ideato e impiegato dalla sua azienda. Secondo Sullivan, la sua è la soluzione migliore perché “da 10 anni siamo gli unici a ricercare metodicamente nelle tabelle di tutte le giurisdizioni del territorio nazionale”. E da 20 anni la Taxware International tiene i record di ogni sistema di tassazione a livello locale. Tuttavia, alcuni esperti ritengono “folle” risolvere la delicata questione ricorrendo ad un semplice software. Ragion per cui occorreranno ancora parecchio tempo e molte discussioni prima di poter arrivare a un qualche tipo di decisione.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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