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Sega batte in ritirata

02 Febbraio 2001

Sega batte in ritirata

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É ufficiale: Sega abbandona il mercato hardware per dedicarsi esclusivamente allo sviluppo del software

Cronaca di una morte annunciata. In un articolo pubblicato il 23 gennaio scorso, il Nihon Keizai Shimbun ha rivelato che a marzo Sega interromperà la produzione della sua console, Dreamcast, e svilupperà videogiochi per aziende concorrenti: Sony, Nintendo e, probabilmente, Microsoft. Sarebbero addirittura cinque i titoli Sega in fase di sviluppo per PlayStation2 e almeno due quelli per Game Boy Advance, il portatile Nintendo di prossima commercializzazione.

Secondo gli analisti di mercato, la mossa – drastica ma tutt’altro che inaspettata – rappresenta l’unica soluzione possibile per evitare la debacle. La situazione di crisi dell’azienda nipponica dura ormai da quattro anni. Anche nell’anno fiscale che si concluderà il 31 marzo prossimo, il gruppo giapponese accumulerà perdite considerevoli – si parla di 22,1 miliardi di yen, al cambio attuale circa 450 miliardi di lire. Dopo la pubblicazione della notizia, le azioni di Sega sono salite del 18 percento alla borsa giapponese.

L’articolo del Nihon Keizai Shimbun è stato seccamente smentito dalle filiali europee ed americane di Sega, ma la casa madre ha praticamente confermato ogni illazione. Charles Bellfield, vice presidente di Sega of America, ha dichiarato in un comunicato stampa che “Sega intende riaffermare il suo impegno a supportare Dreamcast su tutti i mercati mondiali. Non a caso, Sega sta lavorando ad oltre un centinaio di nuovi giochi che saranno pubblicati nel corso da qui al marzo del 2002“. Gli ha fatto eco Kazutoshi Miyake, presidente di Sega of Europe, il quale ha precisato che “Nel 2001 saranno pubblicati almeno venti titoli nuovi per Sega Dreamcast in Europa“. Tra questi ci sono prodotti molto attesi come House of the Dead 3, Outrigger, Crazy Taxi 2, Sonic Adventure 2 e Victory Goal 2001.

Ma i portavoce giapponesi, pur ribadendo che Sega continuerà lo sviluppo di prodotti per il 128-bit nel corso del 2001, hanno ammesso che l’azienda d’ora in poi privilegerà piattaforme di maggior successo: “La mossa non potrà che avvantaggiare PlayStation2, considerando che Sega possiede una tecnologia eccellente e una serie di videogiochi estremamente popolari.” Sega continuerà a promuovere Dreamcast per tutto il 2001, ma sospenderà presto la produzione di hardware. Attualmente Sega sta negoziando con diverse aziende la possibilità di cedere la tecnologia Dreamcast a terzi. Tra le compagnie interessate ci sarebbe l’inglese Pace, una delle aziende leader nel settore dei set top box satellitari.

De facto, si tratta di una vera e propria resa. Pur avendo riscosso un buon successo di vendite negli Stati Uniti, Dreamcast non è riuscito a scalzare PlayStation dal trono. Introdotto nel novembre del 1999, la console a 128-bit ha fallito gli obiettivi di vendita prefissati. A questo vanno aggiunti una serie di fattori quali l’introduzione – seppur tra mille difficoltà – di Sony PlayStation2 ed il prossimo ingresso sulle scene di Microsoft. Ultimo, ma non meno importante, va ricordato che Sega ha incontrato enormi difficoltà sul mercato casalingo.

Nelle scorse settimane, Sega ha accelerato il processo di ristrutturazione intrapreso lo scorso ottobre, licenziando alcune delle figure chiave della sussidiaria europea: Jose Aller (producer della versione PAL di Samba The Amigo), Dave Nulty, producer di (Ecco The Dolphin e responsabile della versione PAL di Phantasy Star Online) e Elton Bird, tecnico di grande caratura.

Un buco nella rete

Ironicamente, l’annuncio dell’uscita dalle scene videoludiche di Dreamcast arriva in un momento particolarmente positivo per la console. Qualche settimana fa, Sega of America ha infatti introdotto sul mercato l’atteso adattatore broadband che consente collegamenti ad internet ad alta velocità (Ethernet, cavo o linea DSL) e che supporta titoli del calibro di Quake III Arena, Unreal Tournament e Pod: Speedzone. Per il momento, Sega è l’unica compagnia videoludica ad offrire un simile servizio dato che a tutt’oggi non è possibile collegarsi ad Internet con PlayStation2. L’arrivo dell’adattatore broadband ha coinciso inoltre con la pubblicazione dell’attesissimo Phantasy Star Online, un gioco di ruolo fantasy sviluppato da Yuji Naka che consente l’interazione simultanea di migliaia di giocatori sparsi per il mondo. Attualmente disponibile solo sul website di Sega, l’adattatore raggiungerà i negozi americani il prossimo marzo.

Sony, da parte sua, sta ancora mettendo a punto la sua strategia online. Per quanto concerne gli Stati Uniti, l’azienda nipponica sta discutendo una possibile alleanza con AOL. Durante il CES di Lav Vegas, inoltre, Conexant ha annunciato l’introduzione di un modem USB a 56k per la console Sony basat sulla tecnologia SmartSCM. Tra i primi titoli che sfrutteranno la tecnologia messa a punto da Conexant segnaliamo le versioni multiplayer di popolari giochi di ruolo come Final Fantasy (Squaresoft) e Dragon Quest (Enix). Altre aziende che intendono supportare Conexant sono ASCII, Capcom, Hudson, Koei, Namco, Taito e Konami. Praticamente tutte le grandi. I primi giochi per PlayStation2 fruibili online saranno disponibili in primavera.

Anche le terze parti hanno già annunciato i loro progetti. Ergosoft, per esempio, ha comunicato la distribuzione – a partire dal prossimo 29 marzo – di EGBrowser, il primo browser per PlayStation2. Grazie al programma, gli utenti muniti di un modem USB o un adattatore broadband, potranno navigare in Internet, inviare e ricevere e-mail e ascoltare musica Mp3. I dati eventualmente scaricati potranno essere memorizzati su memory card o sul disco fisso di prossima commercializzazione. EGBrowser sarà offerto al pubblico a costi contenuti (l’equivalente di 3,800 yen, poco più di sessanta mila lire). Ironicamente, il programma è stato sviluppato da PlanetWeb, la stessa compagnia responsabile del browser per la versione americana di Dreamcast.

Come dire: oltre al danno, la beffa.

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