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Se nulla si sa, più si fa

20 Ottobre 2014

Se nulla si sa, più si fa

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Non è necessario essere esperti di robotica per costruire un robot. Non è necessario essere esperti per diventare maker.

La Maker Faire recentemente svoltasi a Roma ha indubbiamente raggiunto risultati di rilievo. Novantamila le presenze registrate di cui quindicimila i bambini e i ragazzini che hanno partecipato ai laboratori allestiti allo scopo.

Cinquecento sessioni di musica live svolte da band automatizzate di varie forme e dimensioni e senza presenza umana. Tessuti interattivi e sistemi domotici da autocostruirsi, sfilate di moda e stazioni climatiche, insettoteche controllate e interattive e onnipresenti stampanti 3D. Difficile rendere in poche righe la portata di questa manifestazione, che perfino l’articolato spazio del Parco della Musica di Roma ha faticato a contenere.

Si è parlato e visto di cucina e di ambiente, di scuola e di robotica, di automobili e di droni, ma tutto rinnovato dalla passione per l’innovazione degli oltre seicento maker presenti con uno stand.

Una kermesse che ha visto gente, tanta gente, darsi una mano non solo metaforicamente. Perfino un braccio completo si può tatuare con una stampante 3D modificata da alcuni studenti francesi, il cui prototipo hanno condiviso su Instructables (la piattaforma più famosa di progetti fai-da-te).

Tatuaggi con stampante 3D

Tatuaggi con una stampante 3D modificata.

Le protesi stampate pezzo per pezzo con sistemi 3D sono comparse un po’ dovunque. A partire dalla mostra storica allestita per ricordare i primi vagiti di un computer Olivetti fino ad arrivare, appunto, agli attuali esemplari autocostruiti.

La mostra storica di Maker Faire

Mostra storica alla Maker Faire, fino ai giorni attuali.

Un robot interagiva con il pubblico, differente per la totale modularità di costruzione, fatta di tanti pezzi stampati in 3D e poi assemblati con opportuni incastri. Il progettista, Gael Langevin, lo ha riconosciuto:

Quando ho iniziato il progetto non sapevo assolutamente nulla riguardo ai robot. Non avevo mai affrontato argomenti riguardanti la robotica e tutto quanto le è attinente.

Oggi l’oggetto è in grado di muovere braccia e gambe, ascoltare, parlare ed essere riprodotto da chiunque voglia cimentarsi nell’avventura e perfino migliorarlo, tramite la pubblicazione su Wevolver.

Molti hanno già affrontato la sfida e la piattaforma di condivisione Thingiverse riporta diverse versioni di parti del robot.

Un grande esempio dell’innovazione di cui possiamo essere tutti partecipi. Il sottotitolo della manifestazione è stato scopri, inventa, crea. Aggiungeremmo condividi, ne avrai di sorprese.

Mano tocca mano (3D)

Non è la Creazione di Adamo di Michelangelo, ma…

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