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Scoprire l’Olimpiade coi tag

20 Febbraio 2006

Scoprire l’Olimpiade coi tag

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Da circa un anno i post dei blog sono accompagnati da parole chiave studiate per favorirne l'indicizzazione secondo sfumature semantiche. Le parole di Torino 2006

Se anche Torino 2006 non fosse la prima Olimpiade commentata e raccontata in tempo reale da blog italiani e internazionali, sarebbe comunque la prima a essere taggata. Gli autori e i lettori dei blog ormai ben conoscono il termine tag. Nell´ultimo anno questa pratica ha cambiato molto il modo di bloggare: aggiungendo i tag ai loro post e alle loro foto (ma ora anche a video, bookmarks e musica), i moderni autori del web possono aggiungere alcune parole come riferimento semantico alle cose che pubblicano, sia per chiarirne il significato sia per aumentarne la rintracciabilità nel caos della grande Rete. Il social bookmarking e la folksonomy sono concetti fondamentali della recente evoluzione convenzionalmente chiamata web 2.0 o web read-and-write e sono forse l´aspetto più interessante della rivoluzione che parte dal basso, in cui sono gli utenti/autori a decidere la classificazione e la connotazione semantica del contenuto.

Queste semplici parole chiave accostate a testi, immagini e ad altre forme di contenuto ci permettono di fare una serie di riflessioni sulle Olimpiadi invernali. Se cerchiamo infatti su Technorati – il più famoso motore di ricerca di tag della Rete – da un po´ di giorni troviamo all´interno dell´elenco delle parole chiave più usate la parola Olympics. Migliaia di blogger la stanno usando per raccontare qualcosa che ha a che fare con le Olimpiadi di Torino – e a volte anche con le prossime Olimpiadi di Londra. Non possiamo però essere sicuri che un semplice tag risponda ai nostri bisogni. I related tags proposti dal servizio possono aiutare a raffinare la ricerca, così come la somma di più tag. La semplice immissione di “Torino”, nella lingua italiana, ci porta infatti a un sito di viaggi, che risulta (momentaneamente) il primo della lista, ma in seconda posizione ecco comparire già un primo link olimpico. È un blog che parla della recentissima vittoria del quartetto italiano nel fondo.

La presenza in prima posizione del tag “Torino” – che precede di ben tre posizioni la parola “Turin” – ci permette però di risolvere (almeno parzialmente) un dilemma che sta appassionando da giorni gli operatori della comunicazione: è corretto tradurre il nome di Torino in Turin? Sembrerebbe che il popolo dei blog abbia già dato una propria indicazione. La diatriba l´aveva accesa direttamente il patron del Toroc, Valentino Castellani, chiedendo agli organi di stampa internazionali di non tradurre il nome della città: «Torino è Torino, basta con Turin». Ma la scaramuccia si è consumata ad alti livelli: Washington Post contro NBC. La seconda, titolare dei diritti per gli Stati Uniti con molte troupe in loco, ha deciso di parlare di Torino e non di Turin. La questione è stata dibattuta in molti post nel corso delle ultime settimane, fino a sfociare in italiche crociate a cui forse solo i torinesi non hanno fatto molto caso. Anche perché in piemontese Torino si dice appunto… Turìn.

L´Olimpiade torinese è ricchissima di eventi, non solo sportivi. I tag ci aiutano a trovare anche e soprattutto questi ultimi. La notte olimpica (tag: notte+olimpica) di sabato 18 è stata commentata da molti blogger cittadini (e non) presenti alla manifestazione: alcuni particolarmente colpiti dall´incredibile presenza di persone e dal clima di entusiasmo e altri un po´ meno, soprattutto a causa dell´incredibile confusione che si è creata in una città invasa da persone di tutte le nazionalità e dalla presenza di eventi concomitanti. La notte olimpica è stato anche il momento clou per provare a forzare alcune case olimpiche. Molti ci hanno provato in settimana, altri si sono cimentati durante la notte bianca con risultati non sempre soddisfacenti. Casa Italia è rimasta pressoché impenetrabile, Casa Usa è totalmente impenetrabile, Casa Olanda è troppo lontana dal centro. Quindi tutti a Casa Sassonia caccia di salsicciotti e birra oppure a Casa Svizzera per la raclette in mezzo alla neve finta, al karaoke olimpico e alla festa a cielo aperto, che rende questo angolo di Torino un inaspettato esempio di movida svizzera. Chi non era soddisfatto poteva sempre ripiegare verso l´ICE bar sperando nella neve vera, che come da programma è finalmente arrivata anche in città.

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