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Scoperto il segreto del fegato di Piacenza

19 Febbraio 2001

Scoperto il segreto del fegato di Piacenza

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L'antica mappa geografica, oggetto bronzeo etrusco, rivela il passato della penisola e colloca in Italia gli episodi biblici dell'Antico Testamento.

È stata pubblicata su Internet la chiave di lettura del “fegato etrusco” conservato al museo di Piacenza. L’oggetto in bronzo non sarebbe affatto un fegato ma un’antichissima mappa geografica dell’Italia.

Abramo tra Piemonte e Liguria, Isacco e il suo cammino per la penisola, Ogham il progenitore dei Celti, il fiume Eridano-Giordano… un panorama cosi’ tanto sorprendente che la scoperta viene affidata a Internet alla ricerca di esperti che vadano avanti nel disvelare a tutti noi il passato che fu.

Ci siamo chiesti… sarà questa la tanto pubblicizzata scoperta, una “rivoluzione mondiale”, chiamata GINGER? Se non ne siete al corrente, leggetevi questo articolo che abbiamo pubbblicato il mese scorso.

In lingua italiana la si traduce come “invenzione”, ma se appunto si trattasse di una “scoperta”? La scoperta del passato, una nuova versione della Bibbia (presumiamo multimediale) i cui contenuti “potrebbero sommergere il pianeta, cambiare le vite, le città e la maniera di pensare”.

GIN-GER come Genova-Gerusalemme, e tutte le città della Bibbia finalmente localizzate. D’accordo, nonostante la portata rivoluzionaria di tale scoperta, non temiamo per il nostro futuro. Come appunto ci dice lo scopritore: “niente che possa far tremare la terra”, ma una bella sorpresa senza dubbio. Dean Kaem ce l’ha promessa a fine anno ma qui da noi già lo si racconta, stanno già scrivendoci un libro e ci starebbe bene anche un kolossal cinematografico per le feste di Natale.

Ecco l’indirizzo di Abramo in valle Bormida in valle Bormida e, caso mai non riusciste a credere a quello che leggete, non preoccupatevi. Saranno i giornali e le televisioni, quando la notizia un giorno si diffonderà, a raccontarci meglio come sono andate le cose prima ancora che i Romani e i Greci facessero la loro comparsa.

Che gli studiosi compiano le loro ricerche. Da parte nostra segnaliamo come ancora una volta Internet si riveli preziosa agli appassionati di archeologia come anche agli esperti e dilettanti di ogni settore. La validità di una teoria può essere istantaneamente verificata e (senza alcuno spreco di carta) rimanere abbandonata in angoli remoti della rete, completamente ignorata, oppure dare il via a tutti gli accessi del caso (larghezza di banda permettendo…).

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