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Satira ed e-commerce per il ritorno alla normalità?

29 Novembre 2001

Satira ed e-commerce per il ritorno alla normalità?

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Bin Laden tira forte nella marea di barzellette in circolazione, non solo sul Web, mentre tutti sperano nello shopping online natalizio.

“Dopo l’11 settembre ci si andava chiedendo se saremmo mai stati capaci di ridere nuovamente. All’inizio ne è nato uno humour violento e pesante. Il graduale ritorno alla calma ha però ridato fiato alla creatività, e oggi abbiamo un’abbondanza di materiale veramente divertente. Ciò evidenzia il processo di guarigione in atto.” Così Daniel Kurtzman, motore umano di uno dei siti più seguiti in tema di barzellette, scherzi, parodie e quant’altro sulla scena politica, soprattutto quella made in USA.

Qualcuno quindi che sa bene come l’ironia, anche mordace, su fatti e persone d’attualità rappresenti uno dei canali più efficaci per superare traumi, dolori e problemi, sia a livello personale che sociale. Ovvio perciò che di questi tempi il sito Political Humour, ospitato all’interno del network di About.com, vada concentrandosi sugli eventi seguiti a quella tragedia fino ai più recenti sviluppi, bersagliando in particolare la figura di Osama bin Laden. Questo spazio, tra i molti dediti all’argomento, si pone come il miglior punto di partenza per seguire le parodie più recenti e le battute più fresche. Autori di sagaci barzellette e strisce multimediali si sbizzarriscono con i Taliban e la War on Terrorism. Per sorridere (e riflettere) non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i copiosi link e rimandi vari, con bin Laden che ne subisce di tutti i colori. Inclusa una spassosa e-mail inviata ai suoi adepti per invitarli, pur facendo sempre molta attenzione ai missili Cruise tutt’intorno, a spazzare quotidianamente le caverne in cui vivono, onde evitare di essere morsi da qualche scorpione velenoso. E sempre per questioni di igiene, soprattutto dopo i pasti, meglio fare un’eccezione al Corano e tagliarsi la barba, vista la promiscuità quotidiana in cui siamo tutti costretti a vivere, suggerisce il medesimo messaggio.

Non mancano le battute sulla guerra in generale e perfino su George Bush, anche se ovviamente con toni più amichevoli. Parecchie di queste arrivano dai conduttori dei talk-show della tarda serata televisiva, poi rimbalzate e amplificate sul web. Anche se le posizioni dell’amministrazione vengono maggiormente prese di mira in siti di notizie che appaiono veritiere ma sottilmente umoristiche, nel tipico stile di The Onion, uno dei più anziani e popolari in quest’ambito, impaginato come una vera e propria testata online (e cartacea). Un articolo tra i più riusciti dei giorni scorsi andava sotto il titolo: “Gli USA perseguiranno la sconfitta di chiunque sia ad averci dichiarato guerra.” Il pezzo riporta tra l’altro una frase dello stesso Bush: “Gli Stati Uniti si preparano a colpire, in maniera diretta e decisiva, proprio voi, chiunque voi siate, non appena avremo una vaga idea della vostra identità e una stima ragionevolmente decente della posizione della vostra base operativa.” Gli fa eco il senatore repubblicano texano Phil Gramm: “Sappiamo che la mente operativa dell’attacco corrisponde alla personalità generica di un terrorista, ed è qualcuno senza cuore. Al riguardo riceviamo costantemente nuove informazioni.”

Non mancano poi le classiche vignette di fianco agli editoriali nei quotidiani di ogni regione e nel taglio basso di quotate riviste tipo Atlantic Monthly. Il tutto a riprova del fatto che, almeno in apparenza, anche la satira politica aiuta nell’accelerazione del processo di guarigione e del ritorno alla normalità dell’intero paese. E un po’ a tutti piace superare questi periodi poco sereni con qualche buona risata. Anche grazie all’arrivo di un altro salutare movimento di massa, le feste di fine anno e il relativo ritorno in auge dello shopping, soprattutto quello online. Il test della scorsa settimana, Thanksgiving, ha superato le più rosee previsioni, nonostante la recessione economica da tempo alle porte e il dramma dell’11 settembre. Amazon, ad esempio, ha riportato la vendita di 12.000 articoli in più rispetto allo stesso periodo del 2000, mentre Yahoo Shopping ha raddoppiato il numero delle transazioni e BlueLight.com ha registrato un incremento del 45 per cento. La stessa Amazon ha subito visto balzare in alto le proprie azioni, intorno al 34 per cento in più, Barnes & Noble appena sotto il 30 per cento. E l’agenzia Nielsen/NetRatings ha segnalato per il lunedì dopo Thanksgiving una crescita del 22 per cento dei consumatori online rispetto alla media di acquirenti in una settimana comune.

Alcuni analisti restano comunque scettici, facendo notare come la maggiore affluenza di compere sul Web verrà limitata dal minore volume di acquisti previsti, vista la tendenza complessiva per un Natale più sobrio. Un sondaggio condotto da Jupiter rileva, ad esempio, che ciascun utente spenderà una media di 259 dollari a testa, contro i 300 dello scorso anno. E i dati dei giorni scorsi andrebbero ridimensionati, nel senso che appaiono importanti soltanto perché riferiti alle aspettative generali decisamente modeste. Particolare interessante, alcune fonti sottolineano il fatto che la ridotta competizione, dopo la scomparsa di numerosi siti di e-commerce, finirà per favorire decisamente i nomi più grossi, come quelli menzionati sopra. Qualcun altro ricorda infine che è ancora troppo presto per stabilire da che parte penderà la bilancia: le settimane più critiche per lo shopping devono ancora arrivare.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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