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Sanremo è l’oppio del web (e della musica)

20 Febbraio 2009

Sanremo è l’oppio del web (e della musica)

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Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Michele Boroni, esperto di musica e marketing (spesso insieme). Lo spunto è il Festival di Sanremo, carrozzone che con la musica ha poco a che fare, ma che ancora riesce a destare l'attenzione dei media. Anche i nuovi, quelli sul web

Ogni anno la stessa storia, e tocca farci i conti. Sanremo – nonostante tutto, e nonostante gli anni che passano e i recenti flop televisivi – rimane al centro dell’attenzione della Rete, e di chi in Rete scrive lungo il puntinato piano inclinato di vari professionisti e amatorialità. Il Festival di Sanremo, evento mediale per definizione, è accolto dai nuovi media – e dai nuovi soggetti che li abitano – come luogo di eterogenee discussioni, strumento di sperimentazioni comunicative, accentratore di attenzioni e narrazioni. Diventa, nolente per alcuni, il titolo di prima pagina di un certo web (e ovviamente si esagera). Spuntano blog tematici, si convertono per una settimana siti a tutt’altro dedicati, si organizzano gruppi di ascolto 2.0 tramite Twitter o Friendfeed.

Ne parliamo con Michele Boroni, che da tempo scrive e si occupa dell’intreccio vorticoso di musica, marketing, pubblicità e nuove tecnologie: «Sanremo è una grande catalizzatore di media: media classici, periodici specializzati, il mondo variegato di radio e tv locali, e anche i nuovi media – che un po’ si accodano per raccontare un evento in cui la musica c’entra ben poco, e la maggior parte dei contenuti riguardano gossip, pettegolezzi, i compensi, scandali creati più o meno ad hoc su uffici stampa prezzolati». E ancora, mentre intanto si parla di altri programmi televisivi – come X Factor ma non solo – che fanno meglio alla musica di quanto riesca a fare un Festival che è solo kermesse e di MySpace come negozietto della musica nuova: «Quello della Rete è un racconto che nasce in contrasto con quello tradizionale: meno serioso e più disincantato, più divertito e leggero come è giusto che sia. Poi però, per certi versi, se proprio si deve fare sperimentazione sull’informazione e sulla comunicazione, si può fare anche su altro: perché farlo solo su Sanremo?».

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L'autore

  • Antonio Sofi
    Antonio Sofi è autore televisivo e giornalista. Consulente politico e sociologo della comunicazione, ha un blog dal 2003 ed è esperto di social network e nuovi media.

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