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San Pietroburgo, la culla dei pirati informatici russi

28 Novembre 2001

San Pietroburgo, la culla dei pirati informatici russi

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Nelle varie attività legate all’informatica c’è anche quella nascosta e poco lecita del pirata. Ma c’è pirata e pirata. Chi lo fa per passione e non distrugge nulla di quello che trova, gli hacker e chi, invece, sadicamente fa piazza pulita di tutto quello che incontra sul suo cammino o usa le sue capacità “intrusive” per farsi i soldi.

Tra questi ultimi, poi, c’è anche chi approfittando del “dono” lo usa per sbarcare il lunario e pagarsi gli studi, come accade sempre più spesso in Russia.

Culla dei più grandi pirati russi è la vecchia e gloriosa San Pietroburgo, che ha dato i “natali digitali” a Vladimir Levine, famoso per essere stato il primo pirata russo a rubare più di 10 milioni di dollari alla Citibank nel 1994.

“Due centri scientifici russi, San Pietroburgo e Novossibirsk – spiega il responsabile del “Dipartimento R” l’ufficio del ministero dell’interno delegato alla lotta contro i delitti informatici, Konstantin Kitaiev – hanno la reputazione di essere la culla di pirati informatici di alto livello”.

Questi entrano nei sistemi informatici del Pentagono o del FSB (i servizi di sicurezza russi) e nelle banche.
A volte, questi giovani diplomati delle università tecniche russe amano prendersi beffa di queste organizzazioni, a volte si procurano qualcosa oppure agiscono per il gusto di entrare nell’élite dei grandi hacker.

“Tutti i bravi informatici di San Pietroburgo – dice senza mezze misure Denis Khartchenko, ingegnere di 30 anni che ha sbarcato il lunario grazie alla pirateria – sono anche pirati informatici”.

Ma, come dicevamo all’inizio, i pirati hanno motivazioni e specializzazioni diverse.
“Studenti delle scuole tecniche praticano il furto di software per essere in – spiega uno di loro, adesso impiegato in una società informatica russa all’agenzia AFP – per le persone serie è una buona fonte di guadagno”.

Ci sono pirati informatici che lavorano su commissione per conto di società, rubando software specialistico. Trovare un lavoro ben pagato a San Pietroburgo per un informatico non è facile e se uno è capace a “rubare” del software può fare la differenza.

E come spesso succede in questi casi, l’ex capitale russa è uno dei grandi mercati paralleli di software pirata, con prezzi nettamente inferiori a quelli dei prodotti ufficiali che si possono trovare nei negozi.

Nei corridoi della metropolitana è possibile acquistare per poco più di un dollaro, software rari che costerebbero centinaia di dollari al mercato ufficiale.
A contrastare questo mercato illegale, ci sono 5 poliziotti che guadagnano l’equivalente di 80 dollari al mese.

Malgrado questo si sentono motivati ed entusiasti. “Professionisti del loro livello potrebbero guadagnare cento volte di più nel settore privato”, spiega il loro capo che ha aperto 345 inchieste a San Pietroburgo negli ultimi otto mesi del 2001.

E così finisce, spiegando la situazione in cui sono coinvolti i giovani hacker: “Esiste un enorme pericolo: hanno talento e non hanno soldi. Noi ci chiediamo da chi prendono i soldi e da parte di chi potrebbero ottenerli nel futuro”.

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