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San Francisco si ribella contro le dotcom

19 Ottobre 2000

San Francisco si ribella contro le dotcom

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Le giovani società Internet di San Francisco, accolte a braccia aperte dai promotori immobiliari e dal comune, sono accusate, oggi, di far esplodere il mercato immobiliare.

A novembre, gli abitanti di San Francisco saranno chiamati a pronunciarsi, tramite referendum, sui modi per contrastare l’invasione delle società Internet.

Accogliendole, infatti, San Francisco è diventata la metropoli più cara (950 dollari/metro quadro) degli Stati Uniti, davanti a Boston e New York.
Secondo gli esperti, uno dei fattori determinanti di questa crescita dei prezzi è, in effetti, l’arrivo delle “dotcom”, che assorbono una gran parte delle transazioni immobiliari.

Il referendum poggia su due proposte miranti a limitare l’invasione delle “dotcom”.
La prima, stilata dal sindaco della città, Willie Brown e sostenuta dai promotori, è per una prosecuzione delle costruzioni di locali industriali per le società Internet, ma con alcuni limiti e sotto controllo.

La seconda, difesa dai “partigiani” di uno sviluppo limitato di questi locali, chiede il blocco di nuove costruzioni nei quartieri dove le società Internet si sono installate a ritmo frenetico. Inoltre, chiede l’accordo delle associazioni dei residenti di quartiere per tutte le nuove costruzioni fuori dal quartiere finanziario della città.

Jim Meko, presidente dell’associazione di quartiere di South of market, a visto il suo rione trasformarsi nello spazio di cinque, sei anni, passando da zona industriale a sito brulicante di “dotcom”.

“Inoltre, gli affitti sono quadruplicati, molte aziende di servizi hanno chiuso e le giovani società Internet hanno offerto cifre favolose per installarsi la posto loro”.
“Le piccole aziende non possono concorrere con le “dotcom” per ottenere locali e gli artigiani vengono sloggiati – dice Debra Walkers, un’abitante della zona – In 3 anni il 30 % di questi artigiani è andato via”.

Il direttore dello sviluppo economico di San Francisco, Emilio Cruz, tenta di stemperare le ire di questi “anti-dotcom”.
“Non si può dimenticare che le società Internet hanno generato fatturati per 500 milioni di dollari nel corso degli ultimi cinque anni. Non possiamo mettere fine in modo arbitrario a questa crescita – ha dichiarato Cruz – Per contro, quello che possiamo fare è impedire che le aziende commerciali che restano non siano cacciate da società della nuova economia”.

Problemi così, l’Italia non ne ha ancora. Purtroppo.

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