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Rischio terremoti: prevedere fenomeni sismici attraverso la matematica o i protoni

06 Giugno 2005

Rischio terremoti: prevedere fenomeni sismici attraverso la matematica o i protoni

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Tra le scoperte più coinvolgenti dell'astronomia, le Fasce di Van Allen continuano a comportare nuove rivelazioni

Italia e Russia stanno portando avanti un progetto congiunto, il Lazio-Sirad (all’interno della missione spaziale europea Eneide), che dovrebbe verificare l’ipotesi per cui dall’area geografica nella quale si sviluppa un terremoto, onde elettromagnetiche vengono generate e alcune di queste, quelle a bassa frequenza, possono raggiungere l’atmosfera e interagire con le particelle intrappolate nelle fasce di Van Allen, provocando un rapido cambio di polarità di queste ultime.
In questo modo si potrebbe, a ritroso, individuare l’area che ha prodotto queste onde e anticipare di quattro o cinque ore l’evento. I primi risultati si dovrebbero avere verso la fine del 2005 ma nel frattempo, in California, è stato approntato un sistema di previsione dei terremoti che viaggia sulla Rete. L’area della costa californiana coincide con la Faglia di Sant’Andrea, ed è quindi soggetta a fenomeni sismici frequenti, a volte anche di forte intensità.

Stiamo parlando di probabilità e quindi di modelli matematici, ma quanto viene offerto in California va oltre i classici schemi. L’Ente americano US Geological Survey (USGS) ha reso pubblico un servizio che è in grado di prevedere i terremoti nello stato americano con un margine di 24 ore.

Il servizio è aggiornato ogni ora e, se si clicca sulla mappa, si può avere un maggior grado di dettaglio sulla zona di interesse. Le mappe e il modello matematico alla base di tale sistema sono il risultato del lavoro congiunto dell’USGS e dell’Istituto svizzero di Tecnologia, con sede a Zurigo.

Le possibilità di terremoto sono in scala e inviano un chiaro messaggio: le possibilità di un evento tellurico di grandi dimensioni nello stato della California sono piuttosto basse, probabilmente tra una su 10.000 e una su 100.000. In genere, però, tale probabilità aumenta a seguito di un altro evento tellurico che abbia avuto luogo altrove, in particolari luoghi da calcolarsi a seconda della magnitudo, distanza e fuso orario rispetto alla California.

Tutto il meccanismo è dunque basato proprio su questi calcoli: sta nell’avere un efficiente rete real-time di sismologi, che sia in grado di fornire le basi di calcolo per quello che potrebbe essere un “aftershock event” e che può essere previsto con ben 24 ore di anticipo, permettendo quindi i necessari interventi del caso.

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