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Ricostruzione dell’Iraq: dispute anche per la rete wireless

11 Aprile 2003

Ricostruzione dell’Iraq: dispute anche per la rete wireless

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La questione degli appalti per la ricostruzione dell'Iraq dopo la guerra è d'attualità fin da prima dell'attacco. In queste settimane scoppia la polemica anche per la scelta del network telefonico

Un deputato californiano, interessato personalmente alla questione per le ragioni che vedremo, ha innescato una piccola battaglia per far sì che nell’ambito della ricostruzione dell’Iraq post-Saddam venga usata una tecnologia americana per la rete di telefonia cellulare.

Il repubblicano Darrell Issa ha infatti portato al Congresso una proposta di legge sul tema richiedendo l’applicazione del protocollo CDMA invece del nostro più diffuso Gsm.

L’inopportunità dell’intervento è risultata evidente a tutti, data la forte tensione per la guerra in corso, e l’iniziativa politica ha scatenato, ovviamente, non poca indignazione non solo tra i membri dell’opposizione, ma anche tra gli stessi esponenti della coalizione repubblicana.

Le ragioni principali dell’indignazione (e dell’iniziativa) sono presto chiarite.
Il deputato è stato eletto a San Jose dove ha sede la Qualcomm, che detiene la maggior parte delle licenze CDMA e ha sovvenzionato la campagna elettorale di Issa con 5,500 dollari.

Darrell Issa ha scritto anche al Governo e al Dipartimento della Difesa affermando che la tecnologia GSM non è abbastanza americana ed evidenziando soprattutto (erroneamente) che è molto francese, troppo francese.

Al di là delle questioni di stile del deputato in oggetto, l’iniziativa appare comunque del tutto impraticabile. La tecnologia GSM è effettivamente nata in Europa (non in Francia, ma su iniziativa di operatori scandinavi e danesi), ma è ormai un sistema diffuso a livello mondiale, con percentuali di utenza decine di volte maggiori rispetto alla CDMA.

A fine 2002 si contavano 790 milioni di abbonati al servizio di telefonia GSM nel mondo, cioè il 69% del totale del mercato wireless, mentre il sistema CDMA non supera il 12% ed è diffuso praticamente solo negli USA.

Il GSM è del resto la tecnologia di telefonia cellulare più diffusa anche nei paesi vicini all’Iraq, come per esempio la Turchia, Israele, Kuwait, Arabia Saudita, quindi è preferibile estenderla anche in Iraq.

Del resto gli stessi operatori americani AT&T Wireless, Cingular, e T-Mobile hanno scelto di usare tecnologie basate su GSM per lo sviluppo delle proprie reti di servizi di telefonia di nuova generazione. Senza dimenticare che il GSM costa meno e offre migliori possibilità di roaming. Infine, la tendenza degli operatori è quella di integrare e cooperare il più possibile e non di mettere in campo strategie di competizione tra protocolli.

Per il momento non è giunta notizia di una risposta ufficiale da nessuno dei destinatari della tanto contestata iniziativa legislativa e anche gli stessi vertici della Qualcomm hanno evitato di commentare la vicenda.

È stato invece pubblicato un comunicato dalla GSM Association che contesta sia le affermazioni del deputato Issa che i tempi delle sue richieste, “inadeguate” alla situazione e decisamente “fuori luogo” visto il momento. L’associazione ha però ritenuto di precisare che la tecnologia GSM non è europea e sono già 20 i paesi arabi della regione, con 60 milioni di utenti, ad averla scelta. Inoltre, il GSM è stato installato anche nell’Afghanistan post-intervento, proprio da una società statunitense (la TSI di New York).

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