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Ricostruita in Giappone la casa intelligente

04 Aprile 2002

Ricostruita in Giappone la casa intelligente

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I single sanno bene cosa vuol dire tenere una casa in ordine e sbrigare tutte le faccende domestiche legate a una vita da soli. Il loro sogno è che sia la casa a prendersi cura di loro, un po’ come succede nell’Apprendista stregone di Walt Disney.

Questa “magia” oggi esiste e si chiama “domotica”, l’informatica applicata alla casa.

Una ventina di giganti dell’elettronica, degli elettrodomestici e di start-up hanno partecipato a un esperimento in grande scala sponsorizzato dall’Associazione delle industrie elettroniche giapponesi JEITA e dal ministero giapponese dell’economia (METI).

Hanno riempito un padiglione di Tama (nella periferia est di Tokyo) con 50 apparecchi elettronici, dei quali il 70 % disponibili in commercio e il resto che dovrà essere messo in vendita nei prossimi mesi.

“Normalmente, tutto ciò che è tecnologico sembra complicato per i consumatori – spiega alla AFP il direttore generale dell’ufficio di promozione dei progetti speciali della JEITA, Yoshinori Sugihara – ma questa volta abbiamo mostrato applicazioni molto semplici”.

La rappresentazione è stata quella di una casa nella quale le attività vengono controllate a distanza attraverso un telefono cellulare.
Una cassetta vicino all’entrata, azionabile da cellulare con tecnologia NTT DoCoMo, riceve i pacchetti e stampa automaticamente una ricevuta per il postino; mentre all’entrata un interfono fotografa i visitatori che suonano alla porta in assenza del proprietario.

Siete in ufficio e piove e, accidenti, avete dimenticato di ritirare il bucato. Niente panico, basta un colpo di cellulare e il computer centrale della casa ritira sotto una tettoia l’asciugabiancheria elettrico.

Tornate a casa e invece di cercare disperatamente le chiavi di casa, applicate le dita su una piastra e dopo il riconoscimento delle impronte digitali la porta si apre e il vostro cane AIBO della Sony vi accoglie festoso.

In tinello un altro AIBO vi augura il benvenuto e vi legge i messaggi pervenuti in vostra assenza.
Vicino alla cucina, uno schermo Panasonic vi fornisce un panorama di tutta la casa e vi dice che tutto è a posto (luci, aria condizionata, chiusura delle finestre). Poi si trasforma in home theatre e vi fa vedere il film su DVD.

Il frigorifero è pieno, segno che ha chiamato automaticamente il negozio per fare scorte.
Il forno Sharp si connette a Internet e propone una serie di ricette, mentre la lavatrice Hitachi chiama da sola il servizio tecnico dopo aver rilevato un guasto o riconosce automaticamente le fibre dei panni da lavare e imposta il ciclo da sola.

Insomma, in questo esperimento ce n’era per tutti i gusti.La casa ideale di Tama era equipaggiata per un valore di 5 milioni di yen e ha attirato 5.500 visitatori in 50 giorni: un progetto che gli organizzatori si sentono di riproporre alla fine del 2002 o all’inizio del 2003.
“Aziende di tutti i settori e di tutti i paesi sono venute a vedere questo sistema e hanno chiesto di partecipare”, dice uno dei responsabili della casa virtuale.

La casa intelligente “diventerà un grosso business”, dice Sugihara, che è convinto che “si potranno vedere emergere nuovi modelli di attività con alleanze tra costruttori di case, gruppi di elettronica, fornitori di materiale educativo o di divertimento, società di trasporti e di consegne di alimentari o di sorveglianza”.

“Gli Stati Uniti hanno aperto il mercato professionale delle tecnologie dell’informazione con IBM, Microsoft e Intel – dice, convinto, Sugihara – Il Giappone aprirà il mercato ai privati. Questa sarà la seconda rivoluzione nella IT”.

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