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Rapporto EITO 1999

06 Aprile 1999

Rapporto EITO 1999

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Presentato in Fiera a Milano il rapporto EITO '99, a cura dell'European Information Technology Observatory, sullo stato dell'arte dell'economia digitale in Europa.

Realizzato ogni anno con il contributo di Smau, Cebit e altre importanti fiere europee, e supportato dalla Commissione Europea, il rapporto EITO (www.eito.com) è giunto quest’anno alla sua settima edizione e rappresenta forse l’analisi più importante della situazione europea nel mondo ICT (Information and Communication Technology). Ormai indissolubilmente legati, infatti, il mercato dei computer e quello delle telecomunicazioni (con l’aggiunta di Internet) rappresentano il focus su cui si concentra l’attenzione sia della stampa sia, soprattutto, degli operatori del settore.

Il mercato ICT europeo

Il mercato informatico europeo rappresenta il 29% del totale mondiale (che per il 44% è in mano agli Stati Uniti), rapporto che migliora notevolmente se si considera anche il settore delle telecomunicazioni, raggiungendo un valore del 30% (contro il 36% degli USA) nel mercato ICT mondiale. Il che testimonia, se ancora ce ne fosse bisogno, l’importanza che riveste su scala planetaria il fenomeno delle telecomunicazioni, in seguito alla nascita dei nuovi gestori europei e dal boom che ha avuto lo sviluppo di Internet negli ultimi mesi.

Le analisi svolte dall’EITO sono alla ricerca costante di tendenze e previsioni per il futuro, a partire dai tassi di crescita registrati nell’ultimo anno per arrivare alle stime più affidabili sull’anno in corso. Da questo punto di vista, il bilancio complessivo del 1998 dovrebbe suscitare un discreto ottimismo, dal momento che la crescita del mercato europeo è stata intorno al 9%. Tuttavia, secondo Luiz Montoja (Capo Unità Industrie ICT, Direzione Generale III della Commissione Europea), tale crescita “è il minimo necessario perché l’Unione Europea mantenga il passo con le moderne economie e possa così colmare la differenza che ancora permane tra Europa e Stati Uniti nei livelli di penetrazione del mercato ICT”.

La molla principale che sta spingendo questa crescita, e che deve essere il motore di sviluppo dei prossimi anni, è fondamentalmente il commercio elettronico, espressione sotto cui si inseriscono tutte le forme di commercio che costituiscono la cosiddetta “nuova economia”, o economia digitale. I dati che emergono dalle analisi effettuate dimostrano come questo sviluppo sia ancora “frenato”da diversi fattori. Da una parte c’è carenza di personale qualificato in grado di sopperire alle esigenze di sviluppo (le stime parlano addirittura di 500.000 posti di lavoro vacanti in tutta Europa per queste nuove professioni).

Dall’altra parte esiste una sorta di conservatorismo, per cui l’atteggiamento di molte aziende verso questa nuova forma commerciale è prevalentemente “difensivo”, volto nella direzione di affiancare alle forme commerciali tradizionali anche le nuove tecnologie solamente per paura di non rimanere al passo con i tempi. Manca la strategia di “attacco”, secondo cui nuove imprese si lanciano sul commercio elettronico come forma esclusiva di vendita in virtù delle sue potenzialità.

Il periodo attuale, in ragione della presenza dei due fenomeni contemporanei della nascita dell’Euro e del temuto cambio di millennio, fa sì che questo sia il momento propizio per rivedere le strategie di marketing e ammodernare i sistemi informativi delle imprese. Inoltre, la crescente domanda di servizi Internet da parte del grande pubblico fornisce una spinta ulteriore a questo processo.

L’esortazione di Montoja suona quasi come un appello: “È vitale che le industrie ICT europee sfruttino questa situazione favorevole del mercato per aumentare la propria competitività. La Commissione Europea vuole incoraggiare questi processi e ha adottato numerose iniziative politiche a questo riguardo. Tra le altre vi è la promozione del commercio elettronico e il supporto alla ricerca e allo sviluppo tecnologico in questo campo.”

Nel 1996 solamente il 6% delle aziende europee utilizzava una qualche forma di commercio elettronico su Internet. Alla fine del 1998 questa percentuale ha raggiunto il 29%, con la previsione di un rispettabile 47% entro la fine del 1999. Queste stime si basano anche sulla diffusione delle infrastrutture, come per esempio la posta elettronica che, nell’anno passato, era presente nell’80% delle aziende intervistate. I più avanti in questo settore sono i paesi nordici della Scandinavia, dove una azienda su due possiede una Intranet e una su tre utilizza forme di commercio elettronico.

La situazione italiana

Benché l’Italia sia tra i fanalini di coda in molte delle statistiche presentate, la sua crescita nel mercato delle telecomunicazioni rappresenta un fenomeno senza precedenti, ben al di sopra della media europea. A fronte di una media pari all’8,5% in più rispetto al 1997, l’anno passato ha segnato in Italia una crescita pari al 14,6%. Fenomeno tutto italiano, e destinato a ridimensionarsi velocemente, questa crescita è il risultato di fattori diversi, a partire dalla liberalizzazione del mercato fino all’esplosione di Internet.

Al di sotto della media (9,4) è invece la situazione del mercato informatico di casa nostra, che è cresciuto “solamente”dell’8,3%. Le previsioni danno un 1999 sugli stessi valori, con i settori che più diverranno importanti nell’area dei servizi (mentre l’hardware manterrà, come è prevedibile, una crescita contenuta, soprattutto a causa della diminuzione continua dei prezzi).

La situazione italiana è quindi ambivalente. Da un lato abbiamo quasi il doppio degli abbonati a telefonia mobile rispetto a quelli che si trovano in Francia, in Germania o nel Regno Unito. D’altro lato gli abbonamenti a Internet in Italia sono molti di meno, circa un settimo rispetto a questi paesi. Una forbice che è ovviamente destinata a restringersi negli anni a venire, dove la nostra spesa rispetto al Prodotto Interno Lordo dovrà raggiungere valori più alti dell’attuale 1,5%.

È opinione comune, infatti, che il mercato di Internet subirà una notevole accelerazione nei prossimi anni, generando così domanda per i servizi di telecomunicazione. La percentuale di PC abilitata al collegamento Internet (quindi con un modem ma non necessariamente un abbonamento) in Italia dovrà così salire parecchio dall’odierno 10%, per avvicinarsi al record europeo rappresentato dalla Scandinavia, dove 63 computer su cento sono abilitati.

I nuovi mercati

Le analisi svolte dall’EITO guadagnano ulteriore rilievo nel momento in cui contribuiscono a mettere a fuoco la situazione di altri mercati, che tradizionalmente sono lontani dai riflettori. I paesi dell’Europa centro-orientale testimoniano la nascita di una industria per la progettazione, lo sviluppo, la produzione e la vendita di prodotti informatici, sia a livello locale sia con esportazione in altri paesi. Stiamo parlando di Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Russia, Slovenia ed Estonia, che garantiscono insieme un mercato ICT pari a 22 miliardi di Euro (pari a un decimo del mercato complessivo europeo). Nazioni che stanno dimostrando un notevole interesse per la tecnologia, se si pensa che in Slovenia una persona su trenta è connessa a Internet, percentuale non molto lontana dai valori italiani.

Novità del rapporto EITO di quest’anno è inoltre l’inserimento di un nuovo studio, dedicato allo sviluppo dell’Information and Communication Technology nel bacino del Mediterraneo. Dodici paesi (Algeria, Cipro, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e Autorità della Palestina) nella Conferenza di Barcellona del 1995 hanno definito i principi di sviluppo di questo nuovo mercato da qui al 2010.

Una popolazione di oltre 230 milioni di abitanti e un prodotto interno lordo intorno ai 500 miliardi di Euro (il 6-7% del PIL dei Quindici), rappresentano un mercato ICT pari a 17,4 miliardi di Euro, con un tasso di crescita pari al notevole 9,2%.

L'autore

  • Alberto Mari
    Alberto Mari lavora col Web dal 1998. La passione per le tecnologie e una cultura umanistica l'hanno portato a occuparsi di editoria digitale e ebook.

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