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Rapporto di Reporter Senza Frontiere: Internet sotto sorveglianza

23 Giugno 2003

Rapporto di Reporter Senza Frontiere: Internet sotto sorveglianza

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“Internet è uno dei vettori più solidi della libertà. Offre la verità a quelli che la vogliono intendere. Non c’è da stupirsi, dunque, che alcuni governi e organismi si lamentino di Internet e della sua capacità di far conoscere la verità”.

È questa una delle prime frasi contenute nell’introduzione che Vinton G. Cerf ha scritto al rapporto sugli intralci alla circolazione dell’informazione sulla rete, redatto da Reporter Senza Frontiere.

Il testo prende in considerazione tutte le limitazioni che regimi autoritari, mettono su Internet per cercare di arginare la libera circolazione delle idee, della conoscenza dei fatti e delle critiche.

Cerf, poi, non si limita ad accusare chi blocca l’informazione sulla rete, ma anche chi limita l’accesso a Internet: “La libertà di espressione non costituisce che la metà dell’equazione: è anche essenziale che i cittadini possano disporre del diritto ad ascoltare e a vedere liberamente”.

“Internet assomiglia a un foglio di carta – continua il co-fondatore di Internet mettendoci sull’avviso – incosciente di quello che gli viene scritto sopra. Allo stesso modo, Internet fa dimenticare: rilascia informazioni e disinformazioni con la stessa facilità”.

Cerf da anche l’antidoto per la cattiva informazione, che mette sullo stesso piano della mancanza di informazione e bacchetta anche noi, consumatori di informazioni, spesso pigri e indolenti: “L’antidoto alla cattiva informazione non è la censura, ma una informazione migliore e più abbondante. Sicuramente, questo impone ai consumatori di informazioni uno sforzo supplementare, quello di fare attenzione e mantenere uno spirito critico su quello che si legge e si vede”

“È quello che un cittadino responsabile dovrebbe fare – continua Cerf – È anche, incontestabilmente, quello che dovremmo insegnare ai nostri bambini, sia a casa che a scuola”.

Parole che suonano straordinariamente attuali, anche nel nostro paese se riferite al livello di comunicazione esistente.

Secondo RSF, “se Internet è la bestia nera dei regimi autoritari, anche nelle nostre buone e vecchie democrazie l’adozione di leggi antiterroristiche ha rinforzato il controllo delle autorità sulla rete e messo in discussione il principio di protezione delle fonti giornalistiche. È il caso degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia”.

Il rapporto completo di Reporter Senza Frontiere, “Internet sotto sorveglianza” è disponibile (in formato.pdf) sul sito dell’organizzazione.

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