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Ragnatele per la trasformazione, qui e ora

06 Agosto 1998

Ragnatele per la trasformazione, qui e ora

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Importante strumento per l'affermazione anche in Italia della telematica sociale e di base, questa raccolta di saggi edita da City Lights Italia sostiene e rinforza la necessità di stabilire il nuovo diritto alla comunicazione digitale.

Una ragnatela sulla trasformazione
a cura di Anna Carola Freschi e Laura Leonardi
City Lights Italia, Firenze, 1998
pg. 215, lire 15.000

Mi diceva un paio di settimane fa Lawrence Ferlinghetti, Lorenzo per gli amici italiani, della fervente attività di City Lights Italia, propaggine fiorentina creata due anni or sono per rimbalzare oltreoceano alcune delle perle ideate dalla storica casa madre di San Francisco nonchè per dar spazio a nuovi autori e temi spassionatamente nostrani. Gli faceva eco Nancy Peters, alter ego editoriale e tuttofare alla City Lights originaria, parlandomi di diverse attività culturali a latere, incluso un premio da assegnare sempre a Lorenzo in quel di Fiesole, con festival di poeti all’aperto e quant’altro annesso.
Certo, ora che finalmente Ferlinghetti, ormai ottantenne, ha realizzato l’antico e meritato sogno di essere eroe e profeta in patria (l’Italia, che quella è sempre stata nel suo cuore), pare più che giusto spendere e spandere sulle operazioni culturali in qualche modo connesse al “filone” e al marchio City Lights (identico nome aveva preso, a Milano, la storica libreria di movimento ex-Calusca, da sempre gestita da Primo Moroni, recentemente scomparso).

Ma quelle copertine tutte e interamente bianche, scelta evidentemente “politica” come spiegano alcune note in fondo ai volumi, che contraddistinguono “luci della città firenze” mi hanno sorpreso non poco. Si spenderebbe forse troppo proponendo anche soltanto qualche segno grafico bianco-nero in copertina e le classiche note sul retro? O forse che tale impostazione e prezzo basso (lire 15.000) puntano a rivalutare il prodotto-libro in contrasto con il trend dilagante della merce-cultura tutta sbrilluccicante e insulsa, da consumare e gettar via? Nell’un caso e nell’altro sono convinto che qualche tocco intelligente ci starebbe bene, sulle copertine, potendo anzi creare in tal modo un vero marchio di qualità, associato a contenuti ben interessanti. Dice niente il gran successo di questi anni ottenuto dai Millelire di Stampa Alternativa?

Dovendo giocoforza accontentarci di un frontale muto anche per questa raccolta dall’azzecato titolo di “Una ragnatela sulla trasformazione”, meglio saltare subito ai saggi ivi offerti, materiale sgusciato fuori dai due recenti seminari inter-connessi tenutisi presso la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze, nel corso di Sociologia tenuto da Paolo Giovannini. Sotto il titolo di “Diseguaglianza sociale e diritti di cittadinanza” e “Società, politica e nuove tecnologie”, i due seminari sono stati individuati come naturale sede di contaminazioni reciproche, spesso focalizzate sulle tematiche delle differenze sociali variamente alterate dalle nuove tecnologie e in particolare dalla telematica. Il tutto visto comunque attraverso le lenti dei protagonisti, ovvero quei “nuovi soggetti” di base e autonomi che negli ultimi anni vanno aprendo anche in Italia la strada della trasformazione orizzontale grazie e tramite le ragnatele elettroniche — pur se tra non pochi conflitti umani, culturali e perfino legali (vedi le recenti scelleratezze tecno-giudiziarie nei confronti di Isole Nella Rete e Foro Romano Digitale). Si è insomma “pensato che fosse un’esperienza utile entrare in contatto con attori sociali che avessero accumulato una lunga esperinza di comunicazione in rete,” come sottolineano le curatrici del volume, Anna Carola Freschi e Laura Leonardi. Ottima pensata.

Ecco quindi i diversi saggi che fanno capo al noto collettivo fiorentino di Strano Network, firmati da Stefano Sansavini, Ferry Byte, Tommaso Tozzi, tra gli altri. O i due testi, l’ultimo dei quali dà il titolo al libro e si pone come “una” conclusione possibile delineando le linee-guida di una rete civica degna di tale nome, curati da Arturo Di Corinto, tra i protagonisti dell’aggancio telematico nei centri sociali romani e assai attivo nel circuito Isole Nella Rete. Ancora, proprio di quest’ultima associazione e del contesto che l’ha vista nascere due anni or sono a Milano, ci racconta qui il suo presidente e motore, Sandro Moretti. Con una nota conclusiva degna di nota: “In tutto questo una cosa importante, forse la più importante per non perdere la rotta, è stata la capacità di non feticizzare la tecnologia, di continuare a pensare la rete come… uno strumento al servizio dell’umanità, e non un ulteriore mezzo per separare l’umanità da sè stessa.”

Si parla poi di politica internazionalista e comunicazione in rete, ovvero l’esempio dell’EZNL, l’esercito Zapatista di liberazione nazionale (Armando De Matthaeis), di opportunità e vincoli della telematica tra lavoro e disabilità (Claudio Giannini), della rete come plurale femminile (Carla Maltinti, Francesca Storai), di telematica sociale sulle BBS e su Internet (Giovanni Lopes Pegna, di Peacelink). Il tutto con un linguaggio spesso rigoroso e tirato, che lascia poco o nulla al caso, non fermandosi quasi mai alla superficie delle complesse questioni affrontate, indagando le sfide poste dalle nuove tecnologie negli amalgama collettivi contemporanei. E però una raccolta di saggi che va ben oltre l’ambito accademico per porsi come utile strumento di riflessione ad ampio raggio sulle molteplici implicazioni del boom di Internet e dell’high-tech nel quotidiano, soprattuto come capacità di veicolare trasformazione dal basso, orizzontale e in prima persona.

Tutta roba che circola di rado sui giornali o nei libri di “luminari” della cultura e della politica nostrana. Anzi, il materiale qui raccolto è di sicuro giovamento all’affermazione del nuovo diritto alla comunicazione digitale, un diritto ormai sacrosanto tanto quanto il diritto alla cittadinanza, da affermare e difendere soprattutto (ma non solo) di fronte alle nuove e vecchie scempiaggini politico-giudiziarie dell’Italia telematica. “Food for thought,” quindi, incluso il finemente ironico “Abbecedario Cyber” scelto da Ferry Byte come gran finale. Un libro-ragnatela, in definitiva, che richiede e merita ampia diffusione, attenta lettura e ancor più attenta pratica giornaliera — anche e nonostante una copertina fin troppo anonima e silenziosa.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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