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Quando la grafia vale un’autenticazione

05 Luglio 2007

Quando la grafia vale un’autenticazione

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Implementato un nuovo sistema di autenticazione informatica che utilizza la grafia come «impronta digitale»

Un team di ricercatori dell’Università di Glasgow ha sviluppato un nuovo sistema di autenticazione, chiamato Dynahand, completamente basato sul riconoscimento della propria scrittura manuale. L’utente, in pratica, ad ogni sessione è chiamato a individuare, fra una serie di campioni numerici, quelli realizzati personalmente con una penna.

Per attivare un account Dynahand, infatti, bisogna spedire una serie di campioni della propria scrittura. In seguito, per il buon esito di un’autenticazione, bisognerà riconoscere fra i vari campioni proposti quello simile al proprio stile. Ovviamente, con livelli di sicurezza superiori bisognerà ripetere la procedura più volte.

«È un sistema che si rivolge soprattutto alle persone anziane, che sanno bene quanto possa essere difficile ricordare ancora un’altra password», ha spiegato Karen Renaud, la computer scientist dell’ateneo scozzese che si è occupata del progetto. Inoltre, sempre secondo la specialista, potrebbero godere di consistenti vantaggi anche i dislessici, piuttosto in difficoltà nell’utilizzo di password complesse.

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