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Quale futuro per la lettura?

20 Novembre 2001

Quale futuro per la lettura?

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E-book e ipertesti: due modi di coniugare al futuro il verbo leggere, tra perplessità sul presente e fiducia nel futuro

Il testo digitale ha spesso suscitato perplessità. Almeno fino ad ora. Non bisogna, infatti, sottovalutare l’impegno dei fabbricanti di hardware e degli editori di software per lo sviluppo del comfort visivo del libro elettronico del futuro. Purtroppo, al momento, i progressi tardano ad arrivare, anche se la costituzione di numerosi gruppi di sperimentazione sull’uso dell’e-book dovrebbe garantire risultati soddisfacenti in futuro. Per ora, restano gli studi già effettuati sulla lettura digitale, via Internet o sugli assistenti tascabili tipo Palm, con i quali si possono sviluppare analogie di studio.

Al di là del dibattito sul comfort visivo, il libro elettronico è una vera rivoluzione della lettura visto che offre strumenti inediti rispetto alla carta. Rivoluzione della lettura allo stadio potenziale, potremmo dire, perché ancora non comprendiamo, in modo nitido, quali saranno i nuovi scenari e i reali vantaggi. Il fatto che il testo digitale sia pratico non garantisce automaticamente facoltà aggiuntive. Non facilità, ad esempio, la nostra capacità di memorizzazione, anche se questa è, forse, una delle nostre maggiori, inconfessate, ambizioni. Inoltre, la capacità del libro elettronico di immagazzinare un’intera libreria o l’insieme degli elenchi telefonici d’Italia, cioè una grande quantità d’informazioni, non è, di per sé, di grande interesse. Non si sente, in questo momento, l’esigenza di reperire più informazione; il problema non è di tipo quantitativo. Siamo sommersi dalle informazioni e un aumento della quantità di dati da gestire non è…gestibile. L’esigenza semmai è quella di reperire l’informazione giusta al momento giusto.

Il libro elettronico è, certamente, un utile strumento per coadiuvare il lavoro intellettuale, visto che ottimizza la lettura “colta”. Poiché libera il lettore dalla linearità, permette di guadagnare tempo nel preparare una relazione o nel redigere una nota di sintesi. Grazie alla non linearità, diventa nettamente più facile porre delle ipotesi e verificarle. Le nuove tecnologie per il lavoro intellettuale non sono destinate a sostituirsi in massa, immediatamente e d’autorità, ai metodi tradizionali. In attesa di nuovi sviluppi, comunque, è un peccato rinunciare a nuove funzioni di visualizzazione e a nuove modalità di suddivisione e di indicizzazione dei testi, che migliorano considerevolmente la lettura e il lavoro intellettuale.

Un supporto si impone solo se è innovativo rispetto a quelli esistenti. Ciò che conta è che prodotti innovativi e tradizionali possano coesistere senza problemi. Ed è probabilmente quello che succederà: supporti digitali per il lavoro intellettuale e libri tradizionali per la lettura di piacere. E sbaglia chi crede che questa divisione riguardi testi letterari e libri tecnici. La divisione si stabilirà in base al tipo di utilizzo. Se leggeremo Italo Calvino per puro diletto, lo faremo quasi sicuramente tramite un libro tradizionale, di carta. Se si tratterà, invece, di una lettura intellettuale, per redigere una relazione universitaria, ad esempio, il supporto digitale, l’e-book, sarà decisamente preferibile.

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