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Pronto, chi gioca?

18 Luglio 2000

Pronto, chi gioca?

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La convergenza tra i diversi comparti dell'industria dell'entertainment e delle comunicazioni procede a ritmi serrati. La (con)fusione tra videogiochi e telefonini è dunque inevitabile?

Si apre un nuovo capitolo della trentennale storia del divertimento elettronico portatile. Negli ultimi mesi si è infatti verificata una sarabanda di alleanze tra le principali aziende produttrici di videogame e gli operatori della telefonia mobile. L’obiettivo? Favorire l’integrazione tra il mercato videoludico – attualmente stimato attorno ai 6.1 miliardi di dollari – e quello della telefonia mobile.

Com’è facilmente intuibile, la posta in gioco è un mercato che vale miliardi di dollari.

L’epicentro del fenomeno è il Giappone, dove un terzo degli utenti Internet si collegano per mezzo del loro telefono cellulare. Il principale operatore, NTT, conta attualmente oltre sei milioni di abbonati al suo servizio di telefonia cellulare. Nell’anno fiscale 1999-2000 ha registrato un utile netto consolidato di 252 miliardi di yen, pari a 2,6 miliardi di euro. Stando ad un recente studio del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni nipponiche, un giapponese su cinque – leggi 27 milioni di persone – ha un accesso ad internet e circa dieci milioni utilizzano un telefono cellulare per recuperare informazioni e giocare online. Il numero degli utenti dovrebbe triplicare entro il 2005. Due giapponesi su cinque possiedono un apparecchio e l’anno scorso il numero di abbonati ai servizi di telefonia cellulare ha superato quello del fisso. Sempre secondo l’analisi del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, il numero di abbonati nel 2005 sfonderà il tetto degli 80 milioni.

Dato che il Giappone è la patria dei videogiochi, era prevedibile che due mercati in fondo contigui finissero in qualche modo per convergere.

A dare fuoco alle polveri ci ha pensato, ancora una volta, Sony Computer Entertainment. Durante una conferenza stampa che si è tenuta a Tokyo l’otto giugno scorso, l’azienda ha ufficialmente presentato al pubblico PSOne, una nuova PlayStation di dimensioni ridotte (193mm L x 38mm A x 144mm P; peso: 550 grammi) e tuttavia perfettamente compatibile con l’originale.
PSOne rientra un po’ a fatica nella categoria delle cosiddette console portatili. Pur non funzionando a batterie, la macchina da gioco sarà tuttavia facilmente trasportabile e fruibile insieme ad un monitor a cristalli liquidi da quattro pollici a matrice attiva. Il piccolo schermo – venduto separatamente – verrà montato direttamente sulla parte superiore della console.

L’aspetto più interessante di PSOne consiste nella possibilità di collegamento ed utilizzo con il telefono cellulare. Sony ha infatti stretto un accordo strategico con il colosso delle telecomunicazioni NTT DoCoMo per lo sviluppo di un Cellular Phone Adapter che consentirà agli utenti di accedere ad Internet, giocare in rete, scaricare programmi, informazioni, immagini video e altre forme di contenuti digitali. Il Cellular Phone Adapter sarà compatibile con tutte le piattaforme Sony (PS, PS2, PSOne). PSOne è da poco disponibile in Giappone al prezzo di 15,000 yen, poco meno di trecentomila lire. In occidente la vedremo a settembre ad un prezzo che non dovrebbe superare i 99 dollari, circa duecentomila lire. Ken Kutaragi, presidente di Sony Computer Entertainment ha dichiarato che l’originale PlayStation non uscirà di produzione, ma sarà rimpiazzata da una versione più compatta e dal prezzo più contenuto rispetto al modello attuale. Sony prevede di vendere circa otto milioni di pezzi tra PlayStation e PSOne il prossimo anno.

La mossa di Sony è arrivata a breve distanza dall’annuncio dell’alleanza tra Sega e Motorola che riguarda lo sviluppo di una nuova generazione di telefoni cellulari in grado di accedere ad Internet e visualizzare videogames sul display. Le due aziende hanno scelto l’ultima edizione della JavaOne 2000, la conferenza degli sviluppatori Java che si è tenuta a San Francisco, California dal sei all’otto giugno scorso per ufficializzare l’accordo
http://www.mot-sps.com/news_center/press_releases/PR000605E.html

Shoichiro Irimajiri, vice presidente di Sega e Paul Loos, technology manager di Sun Microsystems, presentano i risultati delle applicazioni Java su Dreamcast durante la JavaOne2000 Developer Conference a San Francisco

Sega e Motorola stanno sviluppando un nuovo microbrowser che consentirà la trasmissione di dati ad alta velocità per mezzo della medesima tecnologia disponibile su Dreamcast. Sega sta inoltre lavorando ad una serie di giochi elettronici compatibili con i nuovi telefoni cellulari di Motorola, come Golf, Black Jack, Columns Borkov e altri “interpretati” dal porcospino Sonic: Sonic Head On, Sonic’s Bomb Squad, Sonic J e Sonic Logic. La nuova generazione di cellulari Motorola supporterà il formato J2ME (Java 2 Micro Edition), messo a punto da Sun Microsystems e dalla stessa Motorola.

I primi modelli saranno introdotti entro la fine dell’anno e offriranno servizi di e-mail, interfaccia touch screen e un browser basato su HTML 3.2 e Wap 1.1 che a sua volta utilizza il linguaggio WML (Wireless Markup Language) in grado di visualizzare sui telefonini WAP compatibili una qualsiasi pagina ipertestuale. Sono inoltre previste forme di interazione tra cellulari e la piattaforma da casa Sega, Dreamcast. Tutti i prodotti Motorola saranno dotati di videogiochi Sega a partire dal 2002. L’azienda americana sta inoltre sviluppando sofisticati telefoni cellulari dotati di chip grafici a tre dimensioni, capaci di visualizzare ambienti grafici estremamente realistici. Nel giro di pochi anni, il settore della telefonia cellulare uscirà profondamente trasformato.

Capcom, intanto, ha confermato che distribuirà videogiochi agli utenti di telefoni cellulari in Hong Kong, Taiwan e altre nazioni dell’Asia a partire da agosto. I giochi saranno downloadabili via internet al prezzo di 10-20 yen (2, 4 mila lire circa) per ogni titolo o personaggio scaricato. Tra i primi titoli disponibili, versioni modificate di popolari serie come Resident Evil (Biohazard) e Street Fighter III. Capcom prevede di ricavare 2.5 miliardi di yen (poco meno di cinquanta miliardi di lire) dalla vendita di videogiochi per telefoni cellulari entro il marzo del 2001.

La prossima mossa spetta ora a Nintendo, che alla fine di agosto presenterà a Tokyo il successore a 32-bit di Gameboy, battezzato Advance. Anche la nuova console portatile offrirà servizi di collegamento ad Internet per mezzo di telefoni cellulari. Game Boy Advance http://www.gameboy.com/gbadvance.html sarà introdotto sul mercato nipponico il prossimo novembre al prezzo indicativo di 50,000 yen, mentre l’adattatore per i telefoni cellulari sarà disponibile ad un prezzo compreso tra i 3,000 e i 4,000 yen. I giochi saranno commercializzati ad un prezzo di 5000 yen, poco meno di centomila lire. Tra le prime applicazioni previste c’è un colossale gioco di ruolo basato su Pokemon, fruibile in multiplayer.

Sorge spontaneo domandarsi chi pagherà le bollette…

Intanto in Europa…

Eidos Interactive, l’azienda che distribuisce i videogiochi di Lara Croft, si appresta ad entrare nel neonato settore della telefonia videoludica con un partner del calibro di Nokia. Eidos svilupperà contenuti ludici in esclusiva per i telefoni cellulari prodotti dall’azienda finlandese. C’è già chi parla di un nuovo episodio di Tomb Raider. Anche in questo caso, i giochi saranno basati sullo standard WAP. Date le limitazioni tecniche del sistema, è probabile che Eidos privilegerà un’interfaccia molto semplice e una giocabilità di carattere multiplayer, anziché optare per una grafica tridimensionale poco definita. Nokia si sta muovendo a tutto campo per assicurarsi la collaborazione delle principali etichette videoludiche europee ed americane. Lo scorso febbraio Nokia aveva stretto un’alleanza strategica con Activision.

Qualche mese fa è stata inoltre fondata LudiWAP, una software house specializzata nella produzione di videogames per telefoni cellulari. Anziché adattare giochi già esistenti per altre piattaforme, LudiWAP intende sviluppare titoli ad hoc, che sfruttino appieno le caratteristiche dell’hardware e la natura di un medium “nomade” qual è appunto il telefonino. Michel Guillemot, presidente della società, ritiene che in un prossimo futuro le applicazioni ludiche saranno uno dei fattori cruciali nella scelta dell’apparecchio da acquistare. Egli prevede addirittura che “I videogiochi diventeranno presto la killer application della telefonia mobile“. LudiWAP è finanziata da alcuni dei principali operatori del settore dell’intrattenimento elettronico francese, tra cui Ubi Soft e Guillemot, azienda leader nel settore dell’accessoristica per PC e console. La prima generazione di prodotti targati Ludi WAP saranno disponibili a partire da giugno. Tra questi c’è Valdo, un’avventura di cappa e spada che può essere vista in anteprima sul sito http://www.ludiwap.fr.

LudiWap si aggiunge ad una serie di etichette più piccole come Handy-Games, Digital Bridges, Wapscallione, Morpheme, iWireless Games, Wireless Games e In-Fusio. L’inglese Rage Software ha inoltre annunciato una serie di titoli basati sulla tecnologia WAP. Alcune di queste aziende hanno presentato i loro prodotti alla JavaOne Conference di San Francisco. È il caso di Digital Bridges. La software house scozzese ha presentato quattro titoli per i cellulari Motorola basati sulla tecnologia Java 2 Micro Edition. Tre di questi sono stati pensati per la fruizione individuale, mentre l’ultimo – una versione aggiornata di Forza Quattro – permette a più utenti di sfidarsi e di giocare in tempo reale. Basta telefonare ad un amico e il gioco ha inizio.

E non è tutto: Digital Bridges e Steve Jackson hanno annunciato l’imminente lancio della saga di libri-game Sorcery per telefoni cellulari compatibili con lo standard WAP. Lanciati nei primi anni ottanta, i libri-game sono dei giochi di ruolo individuali fruibili con carta, penna e un dado. Lo sviluppo narrativo è determinato dalle scelte del giocatore e l’interazione è del tutto analoga a quella delle prime avventure testuali per computer. La versione per telefoni cellulari consentirà una fruizione di tipo collettiva. “Trovo il progetto estremamente interessante – ha dichiarato Jackson Sorcery – era un prodotto da giocare da soli, ma la tecnologia WAP consente di espandere l’ideo originale ben oltre le possibilità offerte dalla pagina stampata“.

In rete, intanto, si stanno moltiplicando i siti che consentono di scaricare videogiochi per telefoni cellulari sviluppati da programmatori dilettanti. Uno dei più interessanti è The Wap Hole Sun.

In seguito alla fusione tra Vodafone e Mannesmann, Havas Interactive, una divisione del colosso Vivendi e uno dei principali operatori nel settore del divertimento elettronico, ha oggi la possibilità di raggiungere oltre settanta milioni di possessori di telefoni cellulari in Europa. Non stupisce dunque che Won.net, il servizio online di Havas, stia sviluppando una serie di giochi per telefoni cellulari, PDA e, in futuro, televisione interattiva.

Qui America

Secondo la Cellular Telecommunications Industry Association, oltre 85 milioni di americani possiedono un telefono cellulare, una piattaforma le cui potenzialità ludiche sono state appena sfiorate. Microsoft sta studiando con Ericsson la possibilità di creare un nuovo browser per telefoni cellulari che consenta di fruire videogiochi e altri contenuti ludici.

A questo punto, dovrebbe essere chiaro che le potenzialità del videogaming sul cellulare vanno ben oltre Snake, il popolare clone di Nibbler disponibile sui telefonini Nokia.

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