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Promesse e speranze ai Social Networking Awards

29 Dicembre 2006

Promesse e speranze ai Social Networking Awards

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Mashable ha eletto i migliori siti sociali dell’anno, scattando una preziosa istantanea su un fenomeno in fase di maturazione

Il 2006 agli sgoccioli sarà ricordato per il boom del social networking nelle sue varie incarnazioni. Non poteva quindi mancare un consuntivo di fine anno, come quello adeguatamente stilato dai Social Networking Awards, iniziativa organizzata da Mashable con la sponsorizzazione di Photobucket. In pratica, la classifica dei siti migliori in lingua inglese, suddivisa in dodici categorie e differenziata tra le preferenze dello staff e i voti degli utenti – più la necessaria coda di commenti in costante aumento e i tipici rilanci nella blogosfera (meglio se con il tag MashableAwards). Oltre a conferme per nomi noti e parecchie sorprese, ancora più importante è la fotografia della maturazione in corso (del medium e, meglio, dei milioni tra noi che lo utilizzano), come spiegano gli stessi curatori del progetto: «In realtà, il web è così variegato che possono esserci centinaia di siti sociali di successo, ognuno con un proprio seguito di persone diverse». A ribadire l’importanza e il successo del target di nicchia.

Dove uno degli esempi più riusciti è Dogster, il «social network che consente ai cani (o più accuratamente, ai loro padroni) di tenersi in contatto». Fondato nel 2004 come parodia di Friendster, e rilanciato lo scorso settembre dopo aver raccolto un milione di dollari da una cordata di investitori, con l’aggiunta del gemello Catster per i gatti di casa, i due siti contano ora oltre 17 milioni di pageview per oltre mezzo milione di visitatori unici al mese, con più di 1,5 milioni di foto caricate dai circa 260.000 membri. Obiettivo è creare una rete di siti dedicati ai vari animali domestici, uccelli, pesci, rettili e via di seguito, contando sulle entrate di inserzioni ad hoc, le Google AdSense e ogni possibile sponsor. Nella categoria “nicchie e miscellanea” Dogster è risultato il più votato dai navigatori, insieme a LibraryThing, dedita agli amanti della lettura con «oltre otto milioni di volumi sugli scaffali dei nostri aderenti». La prima scelta del team di Mashable va tuttavia a Flixster, la comunità per appassionati di cinema di ogni forma e fattura, le cui pagine personali hanno superato quota sette milioni con oltre 230 milioni di recensioni su pellicole di ogni tipo.

Tra le reti di grande scala al primo posto troviamo il solito MySpace (secondo Mashable) e l’assai meno noto Multiply (in base ai voti degli utenti), seguiti da una serie di siti hot: Vox, Facebook, Facebox, Bebo. Mentre quest’ultimo viene definito il più promettente per il 2007, Multiply punta tutto sui suoi dedicated users: è bastato un breve post sugli Awards per suscitare una marea di voti. E d’altronde questo social network enfatizza l’inter-relazione con amici nel mondo reale, più che in quello virtuale, invitando esplicitamente a «condividere foto, video, musica, blog e altro con le persone che già conosci e apprezzi». Secondo nelle preferenze dei votanti è Vox, grazie alla sua «incredibile piattaforma per blog» e all’immediata integrazione con popolari servizi quali Flickr e YouTube. I quali rimangono saldamente al comando nella classifica, rispettivamente, del foto-sharing e del video-sharing, almeno nella scelta degli organizzatori, mentre le opinioni degli utenti sono più diversificate. Dove svettano invece i più giovani Twango e Gotuit, che ha appena lanciato opzioni importanti come il social video tagging e il broadband video network, seguiti da un nutrito pool di concorrenti, tra cui Zooomr, Pickle, BubbleShare, per le immagini, e Metacafe, Revver, vSocial, Blip.tv, per i filmati – anche se ormai vanno un po’ tutti offrendo servizi di base pressoché analoghi finendo per sovrapporsi spesso e volentieri.

Tra gli altri nomi inclusi nei Top Social Networks del 2006, da segnalare: Netvibes (scelto dallo staff nella categoria startpages), sempre più sofisticato come aggregatore personalizzato e capostipite del rampante trend delle ajax homepage, forte dell’iniezione estiva di 15 milioni di dollari e di una base-utenza pari a 5 milioni; per gli amanti dei widget, Slide.com, che ora supporta un’ampia varietà di siti e blog per le slideshow personali; l’attrazione sempre più decisa esercitata dai numerosi musical social network, con PureVolume, Last.fm, Pandora, YourSpins e molti altri.

Pur rischiando di cadere nella tipica auto-referenzialità e sovraffollamento del Web 2.0, oltre che nell’abbraccio sempre più soffocante del business, vanno infine tenuti a mente i criteri usati per stabilire vincitori e vinti: crescita e entusiasmo; design e usabilità; unicità e innovazione. Caratteristiche cioè al centro della nuova mappatura in corso sulla socialità online con gli ovvi riflessi offline, un percorso di cui siamo tutti contemporaneamente spettatori e partecipanti – coscienti o meno.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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