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Professione: Web designer

13 Agosto 1999

Professione: Web designer

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Nonostante esistano ormai corsi a livello universitario per la formazione di designer multimediali, in Italia manca ancora il riconoscimento della professione del Web designer.

Design è un termine che non può veramente essere tradotto in modo univoco in italiano, ci si può solo accontentare di tradurlo come progettare/disegnare. Un designer dovrebbe quindi essere un operatore culturale che pensa e formalizza dei concetti. Una figura ben distinta dal tecnico o dall’operatore, e, per così dire, di valore superiore ai fini della qualità del prodotto.

Facendo un parallelo con le “arti grafiche” tradizionali, non si farà fatica riconoscere come lo stampatore sia necessario per produrre un poster o un volantino concepito da un grafico. È altrettanto vero però che colui che imprime una personalità e uno stile al lavoro è il grafico. Ovviamente questi deve essere consapevole dei limiti imposti dai media per cui sta progettando, del fatto che esistono colori non riproducibili, formati non utilizzabili. Dovrà insomma progettare in modo consapevole e adeguato ai mezzi e ai vincoli imposti dal medium. Una volta creato un progetto basato su tali caratteristiche, un qualsiasi buon tipografo potrà realizzarlo in modo adeguato, ottenendo pressochè il medesimo risultato.

L’ondata di cieco ottimismo che accompagna ormai da qualche anno la diffusione di Internet, ha anche reso quasi del tutto marginale l’opera di seri e qualificati designer. Il grande imbroglio di fine millennio è voler far credere che Internet sia talmente magica da non doversi porre la questione di cosa (e come) si stia proponendo, basta esistere “on the Net”. Tale ingenua visione, oltre a portare buoni introiti alla miriade di microprovider ed ex venditori di piastrelle che si sono buttati nella rete, ha creato migliaia di siti inutili, inefficaci, che a stento raggiungono i cento contatti annui. La visione dell'”esistere” è più importante di come si “è”, sempre più relegando il Web designer a un ruolo del tutto marginale nel sistema produttivo della comunicazione on line. Non è affatto raro sentire affermazioni del tipo “tanto ormai le sanno fare tutti quattro gif animate”.

Non si può mettere in dubbio il fatto che lo stampatore sia in grado di aprire un programma di impaginazione e creare un volantino, né che il tecnico di rete possa usare Front Page per assemblare qualche pagina html. Così come un idraulico può prendere carta e penna e disegnare il progetto di ristrutturazione di un bagno e un muratore può creare il progetto di una villetta. Qualcosa verrà prodotto, esisterà, ma esistono non pochi dubbi sull’eventuale qualità finale.

Se l’Italia non vuole come sempre occupare un ruolo marginale nell’ormai mercato globale della comunicazione on line, deve capire che “saper fare” non significa assolutamente “saper pensare”. Purtroppo finché il mercato risulterà in pratica controllato da tecnici o designer dopolavoristi e improvvisati, toccherà proprio a questi essere i primi a imbonire i poveri utenti tranquillizzandoli che tanto “l’importante è esserci”….

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