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Professione generalista

30 Agosto 2012

Professione generalista

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Meglio appollaiato sul ramo più alto o esploratore di tutti i rami bassi? Tra l'essere esperto e il cogliere contesti.

Jon Stein, fondatore e amministratore delegato di Betterment, ha scritto su Fast Company un articolo in lode della competenza generica.

A testimone della posizione opposta, ovvero la specializzazione estrema, viene chiamato Seth Godin, il quale nel proprio The Dip scrive:

A woodpecker can tap twenty times on a thousand trees and get nowhere, but stay busy. Or he can tap twenty-thousand times on one tree and get dinner. The next time you catch yourself being average when you feel like quitting, realize you have only two good choices: Quit or be exceptional. Average is for losers.

A favore dei generalisti interviene invece Carter Phipps, autore di Evolutionaries, che su Huffington Post afferma:

Over the last decades there has been a growing sense that the critical role that a generalist plays in society is being forgotten, with dangerous consequences for culture. In discipline after discipline, experts have raised concerns that our knowledge base has privileged depth and detail over breadth and context.

Il punto è che i fatti, ragiona Stein, non equivalgono al contesto. Siamo così soverchiati dai dati che rischiamo di non cogliere l’insieme. Data rich and meaning poor.

A questo servono i generalist, surfisti delle idee capaci di cavalcare le onde di più discipline e sintetizzare l’informazione per creare una visione del mondo sempre originale. Dal pensiero polimorfo e flessibile nell’azione, più portato a riconoscere un pattern complessivo e di conseguenza più in grado di formulare predizioni di esperti specializzati al punto di perdere il contatto con l’intorno.

Secondo Stein il meglio viene dalla sintesi e in una azienda servono sia specialisti che generalisti. Compresa la sua, che pure si occupa di servizi finanziari e apparentemente necessiterebbe di poco altro che buoni analisti, ma dove invece ognuno viene incoraggiato a oltrepassare i confini della propria specializzazione. Nimble startups, conclude, richiedono nimble minds.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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