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Prima videotelefonata wireless

06 Luglio 2001

Prima videotelefonata wireless

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Videotelefono, riproviamoci con il wireless. In Inghilterra anteprima mondiale della trasmissione video 3G. Inoltre questa settimana: Italiani maniaci del telefonino, senza usarlo; Wireless: Europei più informati; Wolkswagen lancia la prima e-car; Dure critiche alla proposta della GSM Association.

Prima videotelefonata wireless

Prove di telefonia di terza generazione: su una piccola isola britannica, Manx Telecom, una controllata BT Wireless, ha realizzato la prima chiamata video 3G pubblica, utilizzando un apparecchio NEC.

Una sperimentazione che ha battuto sul tempo addirittura la giapponese NTT DoCoMo, all’avanguardia mondiale nel settore della telefonia di terza generazione.

Il gestore nipponico è stato in grado solo recentemente di lanciare 1200 terminali per la trasmissione di video, ma all’inizio del periodo di prova si è dovuto accontentare di sperimentare cellulari abilitati solo al traffico voce a causa di problemi agli apparecchi.

La dimostrazione è stata condotta da Chris Hall, il direttore generale di Manx Telecom e da Shin-ichi Kanai, General manager, di Telecom MODUS (una sussidiaria NEC), utilizzando i terminali (dalle dimensioni di un palmare) di Image Viewer Terminals (IVTs) che sono stati connessi agli apparecchi 3G per offrire anche un’immagine dei due interlocutori.

Italiani maniaci del telefonino, senza usarlo

Secondo il primo rapporto annuale del Censis sulla comunicazione in Italia, possesso e utilizzo di new media non vanno di pari passo. Le case degli italiani sono piene di mezzi di comunicazioni, ma vengono usati poco.

Dall’analisi del campione (1200 famiglie) emerge che il 27,2% “mai” o “quasi mai” usa il cellulare, nonostante esso sia presente nel 85,1% delle case.

Questa tendenza si estende a tutte le tecnologie che nelle case italiane determinano un arsenale mediatico molto fornito ma poco usato.

Nonostante nelle case italiane comincino a entrare massicciamente computer (43,4%) e postazioni Internet (30%), il 68,7% non usa il computer, il 79,9% Internet, l’88,8 (soprattutto adulti) i videogames.

Insomma, la storia dello status simbolo sembrava superata e invece, a quanto pare, è ancora per molti l’unica ragione per acquistare certa tecnologia. Bisogna averla e basta.

Wireless: Europei più informati

In Europa, si sa, la telefonia mobile ha sfondato molto più che negli USA. Una recente indagine conferma non solo che gli americani siano ancora indietro su questo settore consumer, ma che gli utenti non abbiano neanche le idee chiare sulle nuove possibilità del wireless.

Un’analisi condotta dall’istituto Taylor Nelson Sofres Telecoms Europe afferma che l’89% degli utenti Internet statunitensi dotati di telefonino si sente poco informato sull’Internet wireless.

L’Europa batte quindi gli Stati Uniti perché nel vecchio continente, ben il 44% dei tedeschi e il 23% degli italiani si dice ben informato o abbastanza informato sulle potenzialità dell’Umts.

Ma il primato europeo resiste anche su un altro fronte “caldo” delle nuove tecnologie: gli short messages. Su un campione di 13.058 individui, intervistati negli Stati Uniti e in 12 Stati europei, tutti dotati di accesso a Internet e telefono cellulare, si riscontra che il 90% degli europei comunica tramite i messaggi testuali, mentre solo il 20% degli statunitensi fa la stessa cosa.

Anche dal punto di vista della diffusione dei cellulari, l’Europa continua a guidare la classifica con un netto distacco rispetto agli Stati Uniti. Qui, solo il 36% degli intervistati ne possiede uno, contro il 69% degli inglesi e il 59% dei tedeschi.

Volkswagen lancia la prima e-car

Wireless vuol dire anche questo, automobili che diventano ancora più “mobili” con dispositivi wireless incorporati.

Prototipi e sperimentazioni di e-macchine sono ormai entrati nei centri di ricerca, in Italia ad esempio il Centro Ricerche Fiat di Torino è all’avanguardia mondiale in questo settore.

Volkswagen produrrà in serie un’auto con accesso alla grande Rete. Verrà chiamata la “eGeneration” Golf. Sarà possibile usare Internet per qualsiasi cosa, dalla cartina stradale alle operazioni bancarie alle transazioni di borsa.

Inoltre, sarà possibile scaricare mp3. Naturalmente la nuova automobile, disponibile da luglio, può essere acquistata solo tramite la Rete ad un prezzo che si aggira sui 22.513 euro – 1.971 euro in più del modello tradizionale senza accesso Internet.

L’accesso alla Rete è possibile grazie a un Personal Digital Assistant – un HP Jornada 548 – collocato in un apposito supporto sul cruscotto della Golf. Inoltre, tra i due sedili anteriori è posto un cellulare Nokia 6210 combinato a un sistema operativo viva voce che lo collega al Pda.

Il Pda ha il suo display con un menu che offre informazioni sul traffico, sul tempo e sulla direzione da prendere. Il suo touchscreen può essere usato per digitare numeri sul cellulare.

Dure critiche alla proposta della GSM Association

Il nuovo standard per il GSM proposto dalla GSM Association è stato criticato dall’industria perché potrebbe limitare lo sviluppo del settore.

La GSMA aveva proposto uno standard chiamato M-Services, che consiste in alcune linee guida per il funzionamento dei telefoni Internet, simile all’i-mode nipponico che ha riscontrato grande successo.

Dopo la presentazione del progetto nelle settimane passate, sono state numerose le reazioni anti-standardizzazione, e i timori di creare un nuovo Wap fallimentare.

Le ragioni della GSMA erano la necessità di sviluppare delle regole in grado di arginare la totale confusione oggi presente nel mercato della telefonia mobile, soprattutto per quanto riguarda le prospettive dei contenuti del Wireless.

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