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Prima prova con errore

19 Giugno 2008

Prima prova con errore

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Quel che si dice in Rete. La prima prova di maturità tra i ricordi di chi ci è già passato, i pensieri di chi la sta affrontando e uno scivolone sul titolo di letteratura. I primi commenti alla scelta di Associated Press di far pagare per le citazioni dei suoi lanci

Tempo di esami di maturità, non solo nelle scuole italiane, ma anche sui blog. A partire da chi ha già superato l’esame, ma ancora non riesce a digerire un voto ingiusto, come Lord 79, per arrivare a chi la prende con umorismo, come fa Sw4n, che esibisce le sue sorprendenti conoscenze storiche. Secondo Gaspar Torriero «mai come oggi, questo esame sembra totalmente privo di significato». E sembra perderne ulteriore, leggendo la traccia letteraria, centrata su una poesia di Eugenio Montale. Sulla quale, osserva Blusfumato, gli esperti del ministero sembrano aver preso una sonora cantonata: la richiesta di analizzare la figura femminile appare bizzarra considerando che la poesia fu scritta per un uomo.

Le impressioni da dentro l’esame arrivano invece da una maturanda; si tratta di Sednonsatiata, che prima fa alcune considerazioni sulla prova appena conclusa e successivamente regala qualche consiglio utile per la seconda prova dei licei linguistici. Milano 2.0 pubblica invece alcune interviste a caldo ai maturandi, insieme a una serie di considerazioni sui temi e a qualche consiglio per la seconda prova.

Gli altri temi del giorno:

Polemiche su polemiche verso Associated Press, agenzia di stampa USA che non vede di buon occhio le citazioni dei blogger. Luca Conti commenta l’ultima idea di AP, che vorrebbe far pagare un tanto a parola citata, definendola semplicemente assurda.

Come le aziende dovrebbero utilizzare Twitter e i sistemi di microblogging? Lo spiega Tommaso Sorchiotti, che pubblica anche un elenco di buone pratiche.

Chris Anderson è sempre più il paladino del “free”. Layla Pavone però mette in guardia dall’interpretare troppo letteralmente le parole del direttore di Wired. Ciò che è gratis in apparenza, potrebbe non esserlo del tutto.

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