Ribaltando la generale tendenza al ribasso continuo, sembra che per Natale bisognerà attendersi un sensibile rialzo dei prezzi al dettaglio dei PC. Causa primaria la scarsità di componenti-base, quali i chip di memoria. Alle conseguenze del recente terremoto a Taiwan, dove viene prodotto circa il 15 per cento del fabbisogno mondiale dei chip di memoria RAM, andrebbe imputato almeno il 20 per cento di tali aumenti di prezzo, pur se la sola memoria conta per un 5-7 per cento del prezzo complessivo.
Inoltre, i produttori non sembra abbiano altri spazi di margini su cui tagliare ulteriormente, viste le cifre già ridotte all’osso. Non resta quindi loro che caricare il prezzo finale di ogni costo aggiuntivo in cui dovessero incorrere. Scarseggiano infine anche i monitor a cristalli liquidi, e così sarà fino al prossimo anno, con ovvie conseguenze sulla produzione di laptop e notebook. Già Dell ha ridotto le spedizioni di portatili, mentre Compaq ha annunciato ampi ritardi nella disponibilità di alcuni suoi prodotti in catalogo fino a tutto il prossimo mese.