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Preso in ostaggio dal provider wireless

21 Dicembre 2004

Preso in ostaggio dal provider wireless

di

In albergo mi piacerebbe poter decidere a chi telefono e che ne faccio dei bit che passano per il telefono della mia camera...

Ore 23.30. Dopo un infinito viaggio arrivo in albergo.

Proprio di fronte alla stazione di Bologna.
Se vi piace il moderno, tombola. Un albergo nuovo di pacca, genere lusso hi- tech-design- verycool. Meno male che non pago io.
Noto un discreto cartello che annuncia la presenza di una connessione Wi-Fi. Molto bene, sono ore che non guardo la posta, potrebbe essere successo di tutto.

Salgo. Doccia. Accendo il computer.

Cerco in camera informazioni sulla connessione: nulla. Poco male: so come si fa, il mio Mac individua subito la rete wireless, la seleziono, collegato.
Digito un url sul browser (Firefox, ovviamente) e come mi attendevo vengo dirottato sul sito del provider della connettività wireless. Hiport.
Non si passa, se vuoi connetterti devi pagare, non è gentilmente offerta dall’albergo.
Va bene, mi danno un servizio, mi danno larga banda, corretto pagarli, mi sembra giusto.

Inizio però a incresparmi: difficile sul sito del provider capire quanto costa e come si compra. Gira gira, clicca clicca, scopro che non si può comprare online l’accesso; devo semplicemente scendere nella lobby e comprare la carta prepagata alla reception.

Semplicemente mica tanto, sono in accappatoio… e prima di rimettermi in condizioni di apparire in pubblico forse vorrei sapere quanto costa.
Alla fine ecco la tabella dei prezzi: con 5 euro mi compro 30 ricchi minuti di connessione wireless.
A parte che mi sembra un po’ caro, l’idea di rivestirmi e scendere per comprare la carta non mi attira molto.

Toh, sorpresa, mi compare un’altra rete Wi-Fi… chissà cos’è. Switch, browser, plink che si apre il sito di Swisscom. Chi l’avrebbe detto, è la rete dell’albergo di fronte. Bello: libero mercato, concorrenza, tutto a vantaggio del consumatore perché le tariffe scendono in un regime liberal-competitivo.

Alla faccia. Sborsa 22 Euro che ti diamo una connessione fino alle due di notte: a meno che tu non ti connetta prima delle 11 del mattino – nel qual caso non vale ma non ti diciamo quel che facciamo.

Sorry, amici svizzeri, io devo solo collegarmi un momentino a vedere la posta, nessuna intenzione di passare la notte a scaricarmi file. Riconosco che come costo orario siete competitivi, ma cacciare di botto 22 euro per qualche minuto di connessione mi sembra un’idea con più buchi dell’Emmental…costa quasi come un mese di contratto flat col Blackberry. No deal, cari elvetici.

Lasciamo perdere: bello il wireless e bello il broadband… ma in fondo devo solo guardare la mia posta, non aspetto allegati, non ho intenzione di esibirmi in danze tribali per la stanza abbracciato al portatile e senza perdere la connessione: la banda stretta e “wired” va benissimo.

Al diavolo la connessione via radio, estraggo la mitica micro-prolunga autoarrotolante, la collego all’iBook, la collego alla presa telefonica, e si va via modem. Compone il numero, chiama il mio vecchio e collaudato accesso no frills Tiscali, un solo numero da tutta Italia.

Suona. Fischia. Triiiii-tuuuu… collegato a 50,000 e rotti. Ecco fatto. Digito l’url della mia Web mail per controllare se si è scatenata un’apocalisse lavorativa… ops, sono di nuovo dirottato sul sito del provider.
E no, caro, di qui non si scappa. Vuoi collegarti, cacciaci la lira. Wireless o wired. Se son dati è roba nostra. Riattacco.

A questo punto avrei potuto collegare via Bluetooth il cellulare al computer e collegarmi alla Rete via GPRS: e forse sarei riuscito a vincere la gara con Hiport a chi è più furbo.
Ma al diavolo tutti, sono stanco, sono stufo di tecnologia e connessioni. E se è successo qualcosa che devo sapere, sicuro che domani mi squilla il cellulare. Ficcato a letto e buonanotte a lor signori.

Dopo una (breve) notte di sonno, la conclusione cui giungo è che questa faccenda mi disturba un pochino.
Penso che se voglio il wireless broadband mi pare giusto pagarlo e remunerare un provider. Ma se scelgo di telefonare, vorrei poter telefonare a chi voglio e col mio traffico telefonico farci quel che mi pare. Mi sembra un mio diritto.

Check out dall’albergo, se non altro non mi sono stati conteggiati gli scatti telefonici che ho fatto per cercare di collegarmi via modem a Tiscali.
Vado in riunione dove mi offrono un caffè e alcuni mega di banda (gratis). Tutto bene, leggo la posta, non e’ successo niente, mi sento un po’ più tranquillo. Ma rimango dell’idea che, sia pur in un albergo di lusso, essere presi in ostaggio (da un provider) non è bello.

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