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Possiamo scattare fotografie notturne che siano realistiche?

26 Agosto 2019

Possiamo scattare fotografie notturne che siano realistiche?

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L’autore di Dal tramonto all’alba si interroga su una delle problematiche centrali per un fotografo che lavori quando la luce ambientale è vicina allo zero.

Quando la fotocamera vede meglio dell’occhio umano

Nei miei 25 anni di fotografia di paesaggio, ho provato a scattare immagini realistiche. Ho sempre detto ai miei clienti quello che vedi in stampa è quello che ho visto nell’obiettivo. Poi ho acquistato una fotocamera con un sensore straordinariamente sensibile, la Canon 5D Mark III, e ho iniziato a riprendere paesaggi durante notti senza luna, illuminate unicamente dalle stelle e dal bagliore del cielo.

Le immagini mostravano una sorprendente abbondanza di stelle, nonché la struttura dettagliata della Via Lattea. Mi sono trovato dentro un paradosso: come posso sostenere di stampare quello che ho visto nell’obiettivo, quando era così buio che non potevo distinguere quello che la fotocamera avrebbe ripreso?

Le limitazioni che la fotografia aveva sempre avuto

C’è un fondo di ironia nel problema. Per anni ho combattuto con le limitazioni del mezzo di acquisizione. La mia filosofia non è mai stata in stampa vedi quello che ha registrato la pellicola. Era sempre una dichiarazione insoddisfacente, perché i miei occhi vedevano tra luci e ombre più dettaglio di quello che restava sulla pellicola. Una buona DSLR ha una gamma dinamica molto migliore della pellicola, ma ancora non è all’altezza dei miei occhi.

Le tecniche ad ampia gamma dinamica (HDR, High Dynamic Range) acquisiscono più livelli di luminosità di quelli alla portata degli occhi, ma causano i loro problemi, dato che il nostro sistema visivo non interpreta in modo semplice e lineare le situazioni di altro contrasto. Trasformare una immagine HDR in qualcosa di credibile per il nostro sistema visivo è una sfida impegnativa.

Un dilemma: seguire l’occhio o seguire l’obiettivo?

Ma ora, per la prima volta, avevo una fotocamera migliore del mio sistema visivo, almeno in termini di riconoscimento di luce estremamente flebile durante una lunga esposizione a un valore ISO molto elevato. I miei occhi, non importa quanto adattati all’oscurità, potevano a malapena intuire i colori e i dettagli che la fotocamera rilevava in scioltezza.

Possiamo scattare foto notturne che siano realistiche? Via Lattea sopra le dune nel Parco nazionale di Great Sand Dunes

La Via Lattea sopra le dune nel Parco nazionale di Great Sand Dunes, come la percepisce una fotocamera più valida del nostro occhio quando fa buio.

Avrei dovuto eliminare i colori e ottenere una immagine quasi monocroma vicina a quello che vedevo io? O esaltare le capacità della fotocamera di rivelare un mondo nascosto all’occhio umano e valorizzare i colori della ripresa? Nel provare a desaturare le mie immagini notturne o convertirle in bianco e nero, ho capito rapidamente che il risultato poteva rappresentare la lettera di quello che avevo visto e però mancava di tutta l’emozione che avevo sentito nel trovarmi sul luogo dello scatto.

La notte ha colori che non abbiamo mai visto

Sono tornato sull’idea di avere foto notturne a colori e mi sono ritrovato subito dentro un altro paradosso. I colori captati talvolta dalla mia fotocamera sembravano stridentemente fuori sincrono con quelli che la mia immaginazione aveva figurato. Siamo tutti fortemente abituati all’associazione tra cielo e colore azzurro. Il colore del cielo è mnemonico, uno di quei colori che tendiamo a sostituire con quello che vogliamo vedere (un azzurro puro, idealizzato) ciò che abbiamo veramente visto. È inoltre un colore sul quale tendiamo ad avere opinioni forti su quale sia l’aspetto giusto.

Se guardiamo in alto nel cielo a mezzogiorno di un giorno sereno, il cielo è sempre di una qualche sfumatura di azzurro. Guardiamo in alto nel cielo di un giorno sereno quando la luce svanisce dopo il tramonto e l’ultimo colore che vediamo è l’azzurro. Ripetiamo all’alba e il primo colore che vediamo nel cielo sopra di noi è ancora una volta l’azzurro. Finiamo per immaginare che il cielo notturno sia azzurro anche se non possiamo vederne il colore.

In una notte di luna piena il cielo è effettivamente azzurro (in una tonalità più scura) e la fotocamera lo confermerà. In una notte senza luna, però, il cielo non è azzurro. Il suo colore esatto varia in funzione delle condizioni atmosferiche e della distanza dalle grandi città, ma spesso si tratta di una qualche sfumatura di verde.

Il colore giusto è quello che fotografiamo o quello che immaginiamo?

Si può restare scioccati dal colore del cielo ripreso dalla fotocamera in una notte senza luna, perché è clamorosamente distante da quello che ci aspettiamo dopo una vita trascorsa sulla superficie di questo pianeta. Quindi continuiamo a valorizzare il lavoro della fotocamera, che vede dove non possiamo vedere, o cambiamo il colore del cielo in modo che diventi un azzurro come quello che ci aspettavamo? Il colore giusto?

A oggi, la mia conclusione è questa: fotografare a colori di notte è come scattare in bianco e nero di giorno. È un procedimento inerentemente soggettivo. Che sfumatura di grigio dovrebbe avere il cielo a mezzogiorno? Qualunque, purché sia bella! Che sfumatura di azzurro dovrebbe avere il cielo a mezzanotte? Non possiamo vedere il colore del cielo di mezzanotte, quindi abbiamo ancora una volta una ampia possibilità di espressione artistica.

Una foto realistica è quella che suscita emozioni sincere

Di notte scatto per creare una immagine che rispecchi quello che ho provato nel contemplare quel magnifico cielo stellato. A questo fine, viro il colore del cielo verso l’azzurro e preservo il colore delle stelle più brillanti, quelle che riesco a vedere anche a occhio nudo. Il colore del terreno vira leggermente verso l’azzurro per aiutare a mantenere un senso di notturno.

Se l’immagine mostra la Via Lattea, una eclissi lunare, uno sciame di meteore, l’aurora o la scia delle stelle su una montagna o una guglia desertica, è perché effettivamente si trovavano lì e certamente il mio occhio le ha percepite. Sono realistiche, queste immagini? Certo non nel senso che corrispondono precisamente alla mia percezione, dal momento che i miei occhi non erano in grado di avvertire i colori visibili nelle foto.

Spero, tuttavia, che possano evocare in chi le guarda le medesime emozioni che ho sentito io al momento di scattare. E in questo senso le definirei realistiche.

La versione in lingua originale di questo articolo si intitola Can Night Photographs Be “Authentic”?.

L'autore

  • Glenn Randall
    Glenn Randall unisce il suo amore per la natura con la passione per la fotografia dal 1979. Nel corso degli anni ha maturato una profonda conoscenza delle condizioni atmosferiche e meteo che gli ha permesso di creare scatti di paesaggi mozzafiato. Le sue immagini sono state pubblicate su Audubon, GEO, Outdoor Photographer, Outside, SKI, Los Angeles Times Magazine, National Geographic Adventure, New York Times Magazine e molti altri. Di recente ha completato un progetto durato sette anni chiamato "Sunrise from the Summit", in cui ha scattato al sorgere del sole - e occasionalmente al tramonto - dalla cima di tutti e 54 i Colorado Fourteeners (vette alte più di 4.000 metri).

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