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PlayStation2 in Italia: per molti …ma non per tutti

27 Novembre 2000

PlayStation2 in Italia: per molti …ma non per tutti

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Come previsto, Sony non è stata in grado di distribuire un numero sufficiente di console. Lancio problematico in tutto il Vecchio Continente

Non c’è due senza tre. PlayStation2 è finalmente arrivata in Italia, ma solo pochi fortunati sono riusciti a portarsela a casa. Si è dunque ripetuto l’imbarazzante caos del debutto americano e giapponese, con l’aggravante che l’introduzione in Europa era stata deliberatamente posticipata per evitare l’impasse. Ma non è bastato. Nonostante le rassicurazioni di Corrado Buonanno (“In quel mese riusciremo a garantire una distribuzione di console tale da venire incontro alle richieste” aveva dichiarato qualche mese fa a Repubblica e Andrea Cuneo, rispettivamente Presidente e Product Manager di Sony Computer Entertainment Italia, PlayStation2 era esaurita ancora prima di raggiungere i negozi.

L’elevato prezzo dell’hardware e del software – rispettivamente 899 mila lire e 120 mila – non avevano impedito agli oltre 400.000 early adopters italiani dal prenotare con mesi di anticipo PlayStation2. Molti hanno fatto la fila dall’alba per accaparrarsi la console, ma la grande maggioranza è tornata a casa a mani vuote. Le unità effettivamente disponibili erano poco meno di 50.000. Anche le grandi catene di distribuzione come Media World e Trony hanno ricevuto quantitativi molto più ridotti del previsto. Per quanto concerne i titoli, i giochi più richiesti sono stati Fifa 2001 di Electronic Arts, Ridge Racer 5 e Tekken Tag Tourneament di Namco.

A questo punto, l’obiettivo di Sony Computer Entertainment è di soddisfare 800 mila richieste entro il marzo del 2001, al ritmo di 50 mila console al mese. Per fine anno è prevista la consegna di circa 100 mila macchine in totale, scaglionate settimanalmente. Ironicamente, diversi rivenditori hanno già esaurito le prenotazioni anche delle ulteriori consegne. Negli Stati Uniti, la penuria di PlayStation2 ha finito per avvantaggiare i rivali, Dreamcast in testa, ma in Italia, dove la console Sega è distribuita poco e male, è improbabile che la cosa si ripeta.

Delusi i rivenditori italiani, che hanno ricevuto un quantitativo di console decisamente al di sotto delle aspettative, addirittura furenti i giocatori. Questi ultimi hanno denunciato attraverso i vari newsgroup che per riuscire ad acquistare l’agognata console sono stati costretti dai negozianti a comprare anche due videogiochi a prezzo pieno. I rivenditori si sono giustificati attribuendo le responsabilità a Sony. I rappresentanti dell’azienda nipponica ovviamente negano. E il (video)gioco dello scaricabarile continua.

In Inghilterra, dove PlayStation2 è stata introdotta a 299 sterline, il disappunto dei giocatori è stato analogo. Ottantamila console sono state vendute in poche ore dal lancio. Altre 85.000 saranno vendute entro Natale, ma la domanda era di gran lunga superiore all’offerta. Si sono verificate anche in Inghilterra le folli aste online che avevano contrassegnato il lancio americano di PlayStation2. Sconcerto infine nel Regno Unito in seguito alla scoperta che il lettore DVD non funziona quando la console viene collegata al televisore tramite presa SCART, ma solo tramite cavi RGB o A/V.
Sony, per il momento, tace.

Rivoluzione digitale?

Com’è noto, PlayStation2 non è un semplice videogame, bensì una piattaforma multimediale compatibile con i film in DVD (codice regionale 2) e con i CD audio (può essere collegata a un impianto audio surround tramite cavo ottico standard). Per quanto concerne il gaming on-line, Sony nicchia. Mentre negli Stati Uniti il fenomeno sta raggiungendo dimensioni ragguardevoli – basti pensare che oltre 300,000 utenti sono registrati al gioco di ruolo Everquest, sviluppato paradossalmente da Sony – in Europa Sony ha adottato una strategia diametralmente opposta. A differenza di Sega Dreamcast, la console è stata infatti introdotta senza alcun modem. In compenso è “predisposta” per il collegamento Internet e con l’avvento della connessione broadband, sarà possibile in futuro scaricare update, giochi e altri contenuti digitali. Alla console potranno inoltre essere connesse periferiche come tastiere, stampanti e di un disco fisso. Sony prevede di introdurre le espansioni nei prossimi mesi.

Ma non tutti ritengono che PlayStation2 sia una “piattaforma multimediale”. Per la Comunità Europea, per esempio, è un semplice videogioco e pertanto va tassato come tale (nel Regno Unito, la tassazione è del 2.2. percento). Financial Times riporta che Sony of Japan starebbe valutando la possibilità di intraprendere azioni legali contro la comunità Europea.

Polemiche a parte, va registrato che l’introduzione di PlayStation2 in Europa è stata accompagnata dall’ennesima, brillante campagna pubblicitaria. Creata dalla celebre agenzia TBWA, la nuova serie di spot televisivi si è avvalsa della regia di David Lynch (Twin Peaks, Strade Perdute). Intitolata “The Third Place”, la campagna ha debuttato il 24 novembre scorso, in contemporanea all’introduzione del 128-bit in Europa e sarà riproposta durante le telecronache degli incontri di Champions League. Come sempre, la comunicazione pubblicitaria PlayStation non fa alcun riferimento alle specifiche tecniche della macchina e nemmeno al software. Trevor Beattie – direttore creativo dell’agenzia pubblicitaria TBWA nonché ideatore del concept – ha dichiarato che la campagna mira a “Creare una sequenza di immagini che resti impressa a lungo nella mente degli spettatori”. L’idea di fondo è PlayStation non è un semplice un prodotto, ma una nuova dimensione ludica.
Peccato che, per il momento, solo pochi privilegiati hanno potuto accedervi.

Sony PlayStation2: la campagna pubblicitaria
PlayStation: il sito italiano
Financial Times

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