Lo smantellamento di questa rete e il fermo di molti sospetti sono stati annunciati dalla polizia britannica. Evguéni Yakimovitch capo del dipartimento K di lotta contro la cybercriminalità presso il ministero russo degli Interni, ha da parte sua confermato questa frode su vasta scala.
I pirati minacciavano le società d’attacco di “rifiuto di servizio”, una tecnica che consiste nel rendere un sito Internet inaccessibile inondandolo di richieste: il server Web, infatti, così sollecitato, finisce con il cedere sotto tale carico. A questo punto, i pirati inviavano una e-mail alle aziende vittime, esigendo una forte somma di denaro per porre fine ai loro attacchi.
“Il loro obiettivo era di paralizzare il lavoro delle aziende”, ha spiegato Yakimovitch nel corso di une conferenza stampa. Riassumendo, le società di scommesse interessate, non ancora identificate, hanno subito perdite che raggiungono i 40 milioni di sterline.
Gli attacchi avevano luogo alla vigilia degli eventi sportivi. “Due società, che hanno subito perdite particolarmente elevate, hanno accettato di pagare 40.000 dollari ciascuna”, ha dichiarato Valery Syzrantsev, capo del dipartimento indagini del ministero degli Interni.
La polizia ha individuato inizialmente due sospetti e ha requisito computer e software a Mosca, San Pietroburgo e nella regione di Saratov. Altri due sospetti sono costantemente sorvegliati e le indagini continuano per trovare gli altri membri di questo gruppo di pirati informatici. I sospetti rischiano fino a 15 anni di prigione se riconosciuti colpevoli.