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Pirateria di Stato contro i siti pornopedofili

06 Ottobre 2000

Pirateria di Stato contro i siti pornopedofili

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Dall’Italia la proposta di “pirateria di Stato” contro i siti con contenuto pedo sessuale.
Bombardare i siti incriminati con virus informatici.

I virus, contro cui stati e multinazionali lottano per garantire sicurezza ai loro sistemi informatici, diventa un’arma legale per bloccare e distruggere i siti dei pedofili.

Questo è quanto è emerso in un’intervista con il ministro (o ministra, come ama farsi chiamare) degli affari sociali, Livia Turco sul “Corriere della Sera”.

Una richiesta, questa, che notizie di stampa attribuiscono alla speciale commissione parlamentare per l’infanzia, ma che il ministro ha comunque fatto sua, sulla spinta della recente inchiesta sui siti di pedofilia della polizia di Torre Annunziata.

Nell’intervista sul quotidiano milanese, il ministro spiega che è d’accordo con l’uso di questo strumento per combattere la pedofilia, a patto che “sia tecnicamente possibile”.

Il progetto di legge sarà discusso nel dettaglio il 16 ottobre, durante una riunione dell’Osservatorio nazionale dell’infanzia.

Se adottata, la legge autorizzerà i magistrati a lanciare operazioni di pirateria per “cancellare” i siti incriminati.

La violenza sui minori è argomento delicato, ma bisogna ricordare che Internet è uno strumento che questi criminali usano in sostituzione di tecnologie diventate obsolete (telefono, fax, spedizioni, ecc.). Ma, soprattutto, che la stragrande maggioranza dei crimini sessuali contro i minori avvengono nelle famiglie, compiute dai parenti più prossimi delle piccole vittime.

Il testo dell’audizione della Commissione, dov’era presente il ministro della Giustizia, Fassino, all’indirizzo http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/bollet/200010/1004/pdf/36.pdf.
è interessante leggere il resoconto stenografico, dove emergono perplessità anche da parte di alcuni componenti e, soprattutto, dove lo stesso presidente, l’on. Cavanna Scirea, precisa che “… in relazione alle molte notizie di stampa apparse con riferimento all’audizione della dottoressa Cristina Ascenzi dinanzi all’ufficio di presidenza della Commissione svoltosi ieri, che si è trattato di un’audizione informale volta ad un approfondimento tecnico dei possibili mezzi di contrasto alla pedofilia su Internet.
Tale audizione non si è conclusa con l’approvazione di alcun documento da parte della Commissione”.

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