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Pierangeli: «Così la tecnologia aiuta il chirurgo plastico»

04 Settembre 2006

Pierangeli: «Così la tecnologia aiuta il chirurgo plastico»

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La chirurgia plastica è una delle discipline più giovani di tutto il mondo scientifico. Qual è l’apporto della tecnologia sul lavoro del chirurgo? In quale misura stanno migliorando la qualità della vita del paziente le biotecnologie? E Internet quale ruolo ha? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Marina Pierangeli, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva presso l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona

Nata solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, la chirurgia plastica ha conosciuto una diffusione e un successo senza eguali. L’accresciuta importanza attribuita all’aspetto fisico e le sempre maggiori conquiste nel campo della ricostruzione ne fanno oggi una delle discipline alle quali si fa maggior ricorso. Sempre più persone, note e meno note, decidono di ricorrervi per correggere piccoli difetti congeniti o dovuti all’inesorabile effetto del tempo che scorre. In che modo l’apporto della tecnologia sta mutando il lavoro del chirurgo plastico? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Marina Pierangeli, medico chirurgo, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva presso l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona.

Dottoressa Pierangeli, la chirurgia plastica è una delle discipline più giovani ma dall’evoluzione più rapida. È una disciplina che negli ultimi anni ha conosciuto una grande espansione.

Sì, la chirurgia plastica nasce come branca della chirurgia generale volta alla ricostruzione di perdite di sostanza cutanee e muscolari. Oggi se ne parla molto soprattutto per quel che riguarda la sua valenza estetica a motivo della notevole pubblicità mediatica e dei tanti personaggi famosi che vi si rivolgono. Tuttavia rimane importantissima, anzi fondamentale, la parte ricostruttiva della disciplina stessa.

Qual è la differenza tra la chirurgia estetica e quella ricostruttiva?

La chirurgia estetica mira a correggere piccoli difetti che possono creare disagi di carattere psicologico nei confronti di se stessi o verso gli altri. Quella ricostruttiva interviene laddove esiste un danno morfologico più o meno grave dovuto a traumi, incidenti, asportazione di tumori o alla presenza di malformazioni.

Quali sono le ultime frontiere tecnologiche della sua professione? In che modo la tecnologia sta cambiando il suo lavoro?

La tecnologia modifica costantemente la nostra professione apportando continue innovazioni sia a livello di materiali da utilizzare negli interventi chirurgici sia per quel che riguarda i macchinari da impiegare durante gli interventi stessi.

Facciamo degli esempi. I materiali. Cosa sta accadendo grazie all’evoluzione tecnologica?

Le faccio degli esempi. Gli aghi montati sui fili di sutura stanno divenendo sempre meno traumatici e questo produce buoni risultati in termini di minore visibilità delle suture, soprattutto se gli interventi coinvolgono il volto. Anche le protesi mammarie, per fare un altro esempio, hanno visto una notevole evoluzione nei materiali impiegati. Le prime erano realizzate in silicone con superficie liscia. Il loro aspetto era poco naturale e spesso queste protesi, che apparivano poco naturali, provocavano anche delle infiammazioni. Oggi si impiegano protesi testurizzate, con una superficie ruvida che evita la formazione delle infiammazioni.

In che modo tutto ciò migliora la qualità della vita del paziente?

L’aspetto della mammella è più naturale e la protesi può rimanere in sede per più tempo rispetto a quanto accadeva negli anni passati.

E i macchinari?

Un esempio è dato dal microscopio chirurgico. Esiste da anni ma negli ultimi tempi ha subito delle evoluzioni importanti grazie alle quali, per dirne una, oggi due chirurghi possono vedere all’interno del campo operatorio. Oggi peraltro è possibile collegare una telecamera al microscopio chirurgico e trasmettere le immagini in tempo reale nelle sale congressuali, cosicché i partecipanti al congresso possano prendere visione dell’intervento e addirittura interagire col chirurgo ponendogli domande.

Un’altra frontiera delle chirurgia plastica è quella delle biotecnologie.

Sì, le biotecnologie consistono nell’utilizzo di tessuti viventi, prelevati dalla pelle del paziente stesso, che vengono processati in laboratorio e poi seminati su di un supporto, detto scaffold, costituito di materiale biocompatibile che, nella fattispecie, è l’acido jaluronico. Le biotecnologie hanno un ruolo importante nella riparazione delle ulcere croniche (vascolari, diabetiche, da decubito o postraumatiche etc). Grazie a esse è possibile accelerare i processi di riparazione dei tessuti e quindi favorire la guarigione delle ferite difficili, riducendo drasticamente le ospedalizzazioni e quindi i costi e i disagi per il paziente.

Anche Internet sta modificando la professione del chirurgo plastico. Quali sono alcune importanti risorse reperibili in Rete?

Mi viene in mente il sito PubMed dove sono reperibili mediante specifiche parole chiave molte pubblicazioni scientifiche. Poi, nel caso specifico della struttura in cui opero, c’è il sito dell’Università Politecnica delle Marche, mediante il quale si ha accesso alla biblioteca dell’università stessa, da cui si possono scaricare gratuitamente molte pubblicazioni. Segnalerei poi il sito della Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva estetica, al quale può accedere chiunque e dove sono reperibili informazioni in merito alla società e alle strutture aderenti. Inoltre vi sono informazioni e descrizioni relative agli interventi più importanti e più diffusi. Tutto ciò aiuta il paziente a muoversi e ad affrontare l’eventuale intervento in misura molto più consapevole.

So che lei ha desiderio di segnalarci anche l’esperienza della struttura ospedaliera nell’ambito delal quale lei lavora.

Sì, presso l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona è sorto Portale Intranet, un portale attraverso il quale è possibile scaricare le pubblicazione del periodico interno all’ospedale e, inoltre, controllare in tempo reale l’esito degli esami di laboratorio, cosa che un tempo era impensabile. Inoltre dal portale si può accedere al prontuario farmaceutico dell’ospedale e a un sistema automatizzato di prenotazione sia per i pazienti interni che per quelli esterni.

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