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Piattaforme, preconcetti e biologia improvvisata

10 Dicembre 2012

Piattaforme, preconcetti e biologia improvvisata

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Quello che non funziona, nella nuova editoria, è applicare ricette collaudate a nuove situazioni e fingere che niente sia cambiato.

La notizia della chiusura di The Daily, il magazine edito da News Corporation e pubblicato in esclusiva su iPad, ha subito suscitato l’idea che il problema sia stato pubblicare su piattaforma unica, come pensa Nat Ives su Ad Age.

Negli Stati Uniti usano un iPad una volta al mese almeno 54 milioni di persone, ma si tratta pur sempre del 16,8 percento della popolazione e del 22,2 percento delle persone su Internet.

Seriamente? Se di quei 54 milioni se ne fosse abbonato uno, invece degli 0,1 effettivi, The Daily avrebbe prosperato? No. La rivista è costata trenta milioni di dollari di sola preparazione e aveva uno staff di cento dipendenti. Cinque piattaforme non avrebbero aiutato.

Piuttosto c’era dell’altro, come ricorda iPad Insight:

Si carica in modo terribilmente lento. Tipicamente impiega 10-15 secondi a partire se non sta scaricando nuovo contenuto. […] Se ne sta scaricando – cosa che accade più volte al giorno – impiega 25-30 orrendi secondi a tornare usabile.

Forse il problema è stato prendere un concetto (il periodico) e innestarlo su un altro concetto (la app) come certi scienziati buttano genoma umano entro cellule di animali, senza progettualità vera. Magari nascono creature affascinanti, ma poco attrezzate per la vita.

The Magazine di Marco Arment sta agli antipodi editoriali di The Daily. Interfaccia collaudata, contenuto per un pubblico preciso, formula inedita, prezzo appetibile, qualità (nelle intenzioni) elevata. Ha aumentato del venti percento gli articoli per numero e raddoppiato il personale. Rispettivamente da quattro a cinque e da uno a due.

I tempi delle ricette vincenti lunghe una frasetta sono finiti. In partenza la piattaforma significa nulla. L’editore miliardario, o autoprodotto, in principio conta zero. Se c’è qualcosa di cui la nuova editoria fa strame, sono i preconcetti. Servono invece idee davvero fresche, visto che in compenso il tasso di libertà creativa e progettuale è schizzato alle stelle.

The Magazine ha un modello che nessuno ha mai adottato prima. Su piattaforma unica. Pare funzioni bene.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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